di Valentina Ceriani

L’Associazione Terra 2050 organizza una rassegna itinerante tra Verona e Mantova, dal 13 al 24 ottobre, per discutere e progettare un futuro sostenibile da un punto di vista ambientale, sociale ed economico. Un argomento diventato ormai inevitabile, come palesato dallo sciopero per il clima organizzato lo scorso 24 settembre, a cui anche Verona ha aderito.

Maria Pappalardo, docente di Geografia dell’Ambiente e del Paesaggio all’Università di Verona e presidente dell’Associazione Terra 2050, ci ha raccontato la sua realtà.

Come nasce l’Associazione Terra 2050?

Da anni proponevo ai miei studenti tematiche sulla sostenibilità che va oltre l’ambiente fisico, toccando anche la socialità ed economia. In loro vedevo crescere l’interesse e la voglia di approfondire sempre di più, anche dopo l’esame. Prima del Covid abbiamo quindi cominciato a pensare a delle iniziative a riguardo, per informare i cittadini ed educarli sul futuro che ci aspetta e che noi abbiamo il potere di cambiare. Da qui nasce il Festival Terra 2050.

Perché “2050”?

Il 2050 è la “data di non ritorno” che hanno individuato gli scienziati, quando il riscaldamento globale produrrà un’alterazione delle temperature tale da comportare l’alterazione di tutto il sistema. Non solo l’innalzamento dei mari e lo scioglimento dei ghiacci; ma anche delle trasformazioni radicali dal punto di vista agricolo ed economico.

Il ricco calendario è consultabile sul sito internet del Festival: sono tante le iniziative in programma per l’evento, da convegni, mostre e seminari a cura di personalità provenienti da diversi ambiti; appuntamenti da non perdere per capire e partecipare attivamente al cambiamento. Perché, come ricorda Pappalardo, «abbiamo solo questa “casa”».

LEGGI PANTHEON 126

Articolo precedenteLavagno, con il progetto WelfCare i giovani si prendono cura del parco del paese
Articolo successivoFucina Machiavelli, si ritorna dal vivo e…a tre dimensioni. L’intervista a Stefano Soardo