Realtà consolidata nel territorio scaligero dal 2015 e organizzatrice di rassegne teatrali e musicali sempre al passo con i tempi, Fucina Culturale Machiavelli ha ottenuto nel mese di settembre, con il progetto Orchestra Machiavelli, un riconoscimento importante: è rientrata, infatti, tra le “nuove istanze” approvate dal Ministero della Cultura nel 2021, potendo così ricevere il sostegno del Fondo Unico per lo Spettacolo. Abbiamo contattato Stefano Soardo, cofondatore di Fucina, oltre che presidente e Direttore Artistico per la Musica, per chiedere un commento su questo traguardo e sulle nuove attività in programma, tra cui la rassegna “Musica in tre dimensioni”.

Stefano, cosa significa per Fucina essere stata riconosciuta tra le istanze che possono accedere al Fondo?

È senza dubbio un riconoscimento del lavoro svolto in questi sei anni di attività» ci spiega Stefano «un aiuto per continuare ad alzare il livello qualitativo della proposta artistica e un fattore di sostenibilità, che andrà a vantaggio sia del pubblico che dei professionisti che lavorano con noi». «Inoltre, sarà volano di crescita in quanto molte aziende del territorio che già hanno scelto di sostenerci avranno così accesso all’Art bonus, il credito d’imposta per le erogazioni liberali a sostegno delle realtà culturali ministeriali.

Focalizzandoci sull’estate appena passata, quale il bilancio delle proposte e la risposta del pubblico? Si pensi a “Edipo Re in Virtual Reality” per esempio…Gli spettatori avevano “fame di cultura”?

Gli spettatori hanno avuto senza dubbio fame di cultura, anche se qualcuno ha avuto paura a dare i primi morsi alla mela. L’estate ha visto una partecipazione entusiasta da un lato, prudente dall’altro. Parte degli spettatori deve ancora tornare alle vecchie abitudini, speriamo che la campagna vaccinale dia fiducia e voglia di uscire alle persone. “Edipo” sta riscontrando un successo soddisfacente; la novità di linguaggio e di impiego della tecnologia probabilmente hanno stimolato la curiosità.

In vista dell’imminente stagione invernale, ma anche dell’anno prossimo, quali sono le principali attività su cui state lavorando e che proporrete al pubblico?

La novità principale è che torneremo dal vivo (parte il 2 ottobre la rassegna “Musica in tre dimensioni”, ndr), e lo faremo coinvolgendo altre realtà del territorio, come il Quartetto Maffei per la musica, Bam Bam e Mitmacher per il teatro, Casa di Deborah per la formazione. Torneremo con la stagione di musica classica, che avrà il patrocinio dell’Accademia Filarmonica di Verona, con una rassegna di cantautorato originale e con serate di jam session, con il teatro per i grandi ma anche quello per le famiglie e i piccini. In partenza anche i corsi (di musica e di teatro) e le rassegne su Padova e Treviso. La novità, che non è una novità ma ci entusiasma così tanto che è come se lo fosse, è che Fucina, sempre di più, è un hub culturale che da casa e reddito ai lavoratori dello spettacolo del territorio ed è casa per lo spettatore che vive il teatro come un luogo dove guardarsi allo specchio, mettersi in discussione, ma anche stare bene.

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