Il volteggio equestre come “cura” per l’anoressia. Il cavallo come antidoto all’abuso di Internet. Sono due aspetti purtroppo sempre più diffusi di disagio giovanile quelli a cui può porre rimedio la riabilitazione equestre, come testimoniano le due tesi scelte una come vincitrice e l’altra come menzione speciale della terza edizione del Premio nazionale Carla Guglielmi. Un riconoscimento per tesi di laurea o dottorato, bandito dalla Fondazione Fevoss Santa Toscana per dare rilievo alla straordinaria relazione tra uomo e cavallo e alle ricerche nel settore degli interventi assistiti con questo animale. Un tema, unito alla passione educativa verso giovani in difficoltà, che è stato la ragione di vita di Carla Guglielmi, stimata docente di Lettere dell’istituto tecnico Pasoli di Verona scomparsa alla fine del 2016, a cui il marito Angelo Pasi ha deciso di intitolare il premio. 

«L’obiettivo era premiare gli elaborati più originali e innovativiche trattassero del cavallo come possibile supporto al giovane in particolari situazioni di difficoltà psicofisica, ma anche come “compagno” nel naturale percorso dell’adolescenza e della crescita verso l’età adulta», spiega il promotore e benefattore, Angelo Pasi

La giuria, composta dallo stesso Pasi, dai vertici di Fondazione Fevoss Santa Toscana e di Fieracavalli, da veterinari, docenti universitari e dal dirigente dell’istituto Pasoli, dopo aver visionato gli elaborati, giunti da tutta Italia, ha assegnato il primo premio a Irene Monaci, 26 anni, di Santa Fiora (Grosseto). Vincitrice, dunque, la sua tesi di laurea magistrale in Scienze e tecniche dello sport e delle attività motorie preventive e adattate, dal titolo «Attività fisica come strumento di riabilitazione psicosociale dell’anoressia nervosa. Il volteggio equestre e il progetto “Horses & Butterflies”», discussa all’Università degli studi di Perugia, a cui andrà dunque una borsa di studio del valore di 1.500 euro. Una disciplina, quella del volteggio, mai sperimentata prima in Italia per la riabilitazione psicosociale delle persone affette da anoressia nervosa, ma che attraverso il database di dati raccolti nella tesi ha mostrato, si legge nell’elaborato,«l’esistenza di una reale correlazione tra i miglioramenti psicofisici del campione sotto osservazione e la somministrazione delle attività con il cavallo, che hanno consentito alle ragazze coinvolte il recupero della consapevolezza di loro stesse e del loro corpo» e, grazie all’intima relazione instauratasi con l’animale, la gestione dell’ansia. 

Visto l’alto livello dei lavori pervenuti, la giuria ha inoltre deciso di assegnare una menzione speciale con una borsa di studio del valore di 500 euro ad Anna Zampieri, 26 anni, di Fiesso D’Artico (Venezia), autrice della tesi di laurea in Psicologia dell’educazione dal titolo «Cavalcare verso la realtà. Analisi e critica degli stati dissociativi del digitale e teorizzazione di una proposta di prevenzione ispirata agli interventi assistiti con gli animali», discussa all’Istituto universitario di Venezia – Iusve. Per le sue caratteristiche, la riabilitazione equestre, che combatte l’isolamento dell’uomo insito nella comunicazione digitale, rappresenta infatti, come dimostra l’autrice nel suo lavoro, anche «una valida prevenzione di alcuni disturbi psicologici come la derealizzazione, disturbo dissociativo che porta l’individuo adistaccarsi dall’ambiente che lo circonda, disturbo che può essere associato all’abuso di internet e la conseguente perdita di contatto con la realtà».

«La proclamazione dei vincitori era tradizionalmente ospitata da Fieracavalli. Quest’anno, nonostante la pandemia in corsoche non permette lo svolgimento delle fiere, non si è voluto essere da meno», aggiunge il presidente di Fondazione Fevoss, Alfredo Dal Corso. «Con i vertici di Veronafiere abbiamo concordato di dare un segnale di ottimismoconfermando l’evento, che non verrà quindi rimandato ma si svolgerà nel corso di un webinar in programma nella cornice di Fieracavalli e che si potrà seguire sul sito www.fieracavalli.it».

«Siamo orgogliosi di continuare a sostenere attraverso Fieracavalli questo meritevole progetto», dichiara il presidente di VeronafiereMaurizio Danese. «Perché il mondo equestre non è soltanto sport e vita all’aria aperta, ma anche sensibilità e solidarietà, quando il cavallo diventa un valido aiuto per l’uomo nei percorsi di riabilitazione. Anche in un anno decisamente anomalo e difficile a causa dell’emergenza sanitaria, abbiamo voluto essere a fianco di Fondazione Fevoss Santa Toscana, mettendo a disposizione la nostra platea virtuale di oltre 200mila follower e i nuovi strumenti di promozione online che abbiamo sviluppato in occasione di Fieracavalli Horse Digital Days».