Children's Museum
Foto di Carolina Zorzi

Se si dovesse definire con un aggettivo, non nascondiamo che sarebbe arduo trovarne uno adeguato, che possa esprimere tutto ciò che di bello ci ha lasciato negli occhi questo parco giochi al coperto. Meraviglia, stupore, curiosità, tenerezza e forse la voglia di tornare bambini solo per qualche ora.

Ad accompagnare noi di Pantheon all’interno del museo è stata, invece, Martina Vinco, referente del Children’s Museum, che ci ha mostrato il museo ancora “dormiente”, pochi minuti prima dell’apertura. Siamo partiti da un corridoio che si è presentato come una prima stazione ludica precedente agli spogliatoi: ai lati, infatti, si trovano alcuni giochi montessoriani, tra cui la ruota delle tabelline, e un “tangram” magnetico. Prima di entrare nell’area giochi vera e propria è poi necessario lasciare giacche e borse negli appositi armadietti e togliersi le scarpe.

Il consiglio è quindi quello di portarsi dietro un paio di calze, ma per gli smemorati sarà comunque possibile acquistare un paio di simpatici calzini usa e getta arancioni in vendita alla biglietteria del museo al costo di un euro. È dopo questo “rituale” che le porte del Children’s Museum si spalancano e l’esclamazione più frequente che si sente uscire dalla bocca dei bambini (e dei genitori) è: “Wow!”. I colori esplodono e gli occhi iniziano a vagare tra le palline colorate, che vengono sputate da lunghi tubi percorsi dall’aria appesi al soffitto, luci, suoni e giochi da inventare.

Il Children’s Museum si può definire una realtà unica nel panorama veronese: ideato e realizzato dal Gruppo Pleiadi, in particolare da un progetto del direttore scientifico Alessio Scaboro, non è solo un luogo dove i bambini possono sfogare la loro creatività e imparare divertendosi, ma è anche l’opportunità per i genitori di vivere insieme ai propri figli un’esperienza nuova. Sono mamma e papà, infatti, che hanno il compito di accompagnare il bambino attraverso le cinque macro-aree del museo, leggere insieme qualche curiosità che qua e là spunta sui muri colorati, spiegare il significato di un gioco o aiutare i più piccoli a portare a termine un esperimento.

Foto di Carolina Zorzi

Il museo, come ci ha spiegato Martina, può essere suddiviso in cinque macro-aree: la “Genius Zone”, dove i bambini possono divertirsi a costruire case con mattoni in gomma piuma. Nell’area “Strumenti”, invece, la fa da padrone la musica: si possono costruire xilofoni meccanici e scoprire i segreti dei suoni. Si passa poi alla “Light Zone”, un’area interamente dedicata alla luce e alle sue magie: qui si può provare a catturare la propria ombra su un pannello fotosensibile grazie alla luce ultravioletta e capire come funzionano i colori.

Dopo la luce tocca poi all’acqua con la “Water Zone”, alla quale si accede indossando impermeabile e stivali. Qui si possono imparare la proprietà di Bernoulli con i vortici d’acqua e gli esperimenti di Archimede, come la vite idraulica. Infine per i bambini fino ai tre anni è stata predisposta una zona apposita, con giochi interattivi e libri di favole messi a disposizione dei genitori. Per quanto riguarda, invece, gli angoli per le creazioni fai-da-te, sparsi in giro per il museo, i piccoli potranno trovare sacchetti di carta dove riporre i propri lavoretti e portarli a casa gratuitamente.

Foto di Carolina Zorzi

Insomma, il bambino, qui dentro, diventa protagonista e tutto è pensato in sua funzione, come ci mostra Martina: i bagni sono fatti su misura ed è presente anche un angolo con fasciatoio corredato di pannolini di ricambio, salviette igieniche e tutto l’occorrente per le mamme con a seguito neonati. “Tasto dolente” del neomuseo, per il momento, è l’orario, come ci spiega Martina: «Si può entrare in quattro turni diversi della durata massima di un’ora e 45 minuti per un massimo di 120 visitatori. Un tempo che può sembrare scarso a un genitore, ma che rispecchia esattamente la capacità massima di apprendimento di un bambino, stimata in due ore». E anche il sistema dei turni, che non è stato risparmiato dalle critiche, cela la necessità di rassettare le stanze prima di farvi entrare altri visitatori, che «hanno il diritto di trovare un luogo pulito e ordinato come all’apertura».  

A disposizione degli interessati è inoltre disponibile il ThinkLab, aperto alle famiglie solo nel weekend e su prenotazione pagando un supplemento sul biglietto d’ingresso. Qui è possibile partecipare a workshop veri e propri attraverso l’uso di microscopi e strumentazioni tecnologiche e vivere un’esperienza “scientifica” a 360 gradi. Se siete curiosi, non resta che provare per credere.

Foto di Carolina Zorzi

Orari del Children’s Museum

Lunedì il museo è chiuso tutto il giorno. Da martedì a venerdì il museo è aperto dalle 9.00 alle 18.30 (apertura biglietteria dalle 8.30). Sabato, domenica e festivi il museo è aperto dalle 9.30 alle 19.00 (apertura biglietteria dalle 9.00). Il Children’s Museum si trova in Via Santa Teresa 12 a Verona.