Veduta al tramonto del Duomo di Verona

Le misure di contrasto alla diffusione del Covid-19 hanno cambiato il modo di percepire la città. Si respira un’aria diversa, e non solo in senso metaforico. Per quanto riguarda la pianura Padana, gli esperti del Snpa (Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente) stimano una diminuzione intorno al 50 per cento del biossido di azoto, uno dei principali inquinanti dell’atmosfera. Da quando il traffico è stato ridotto, le stazioni dell’Arpav hanno rilevato un drastico calo del monossido di azoto, inquinante tipicamente legato alle emissioni dei veicoli. Per quanto riguarda le pm10, dette “polveri sottili”, anche a Verona le centraline hanno registrato per diversi giorni valori entro i limiti di legge. Che è una notizia, visti i 38 sforamenti da inizio anno.

NON È TUTTO ORO QUEL CHE LUCCICA

La stessa Arpav fa notare che «in presenza di situazioni meteorologiche poco dispersive, si sono comunque registrati alcuni episodi di accumulo del pm10». Nel breve periodo le condizioni meteo sono infatti determinanti e una percentuale significativa di pm10 deriva dal riscaldamento civile.

In passato, inoltre, a ogni crisi economica è corrisposto un calo di emissioni, puntualmente tornate a crescere al momento della ripresa. Contro gli effetti dell’attività umana sul clima combattono gli attivisti di Fridays For Future, che avevano in programma scioperi in tutto il mondo per aprile, il mese dell’azione globale per il clima. In Italia, anche a Verona, era prevista una manifestazione il 24. «L’alternativa sono i “digital strike”» spiega Giorgia, giovane attivista della sezione veronese.

La manifestazione Fridays for Future dell’anno scorso

«Si tratta di pubblicare sui social una foto con un cartello in mano». Stop alle manifestazioni, ma il focus resta lo stesso. «L’importante è che le persone, e in particolare i giovani, prendano consapevolezza». Giorgia frequenta il Liceo Artistico, ha 16 anni, e un’idea ottimista dei propri coetanei. «Ho visto dei cambiamenti, ma si potrebbe fare molto di più. Gli scioperi sono utili per fare pressione a livello politico, ma servono le azioni concrete delle persone». Difficile abbandonare le comodità di ogni giorno. «L’emergenza ci ha costretto a cambiare abitudini, forse possiamo imparare a farlo anche per l’ambiente».

COSA HA RILEVATO IL SATELLITE DELL’AGENZIA SPAZIALE

Il satellite dell’Agenzia spaziale europea Copernicus Sentinel-5P ha rilevato una diminuzione di biossido di azoto nei primi giorni di marzo. Un fenomeno già visto in Cina con le chiusure anti-coronavirus.

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