Camilla Mendini

Il trasferimento oltreoceano e poi un curatissimo canale YouTube che oggi unisce una comunità di 30.000 persone. Carotilla, alias Camilla Mendini, si racconta tra lifestyle, vita americana e moda sostenibile.

di Giulia Zampieri

DOVE ANDARE PER gustarsi la migliore cheesecake di New York, e poi Soho, il Flat Iron e Broadway. C’è la New York più conosciuta e sognata, ma molto di più nel coloratissimo mondo di Carotilla, l’alter ego digitale di Camilla Mendini, giovane veronese, oggi newyorkese di adozione da quando ha lasciato Verona per la Grande Mela assieme al marito e ai suoi piccoli Timmy e Emma Rose. Dopo sei anni trascorsi a Milano per frequentare il Politecnico e studiare Design della Comunicazione, un anno a Parigi per un Erasmus e l’Australia, nel 2015, la decisione di trasferirsi a New York per seguire il marito. Da qui l’idea: documentare la nuova vita di expat tramite un canale YouTube che raccontasse le differenze e le sfide di una graphic mama a New York. Il 5 febbraio 2015 il primo video che sarà poi seguito da una ricchissima serie di contenuti, pensati e realizzati da Camilla sempre con impegno, garbo e dedizione, e oggi condivisi su un canale che dopo 3 anni unisce quasi 30.000 persone. «Fin da subito ho cercato di pensare al mio canale come fosse un vero e proprio brand» ci spiega Camilla, «dandogli un’identità che mi rappresentasse e cercando di creare contenuti coerenti e interessanti ». E quindi c’è la vita di mamma tra l’esperienza del parto negli Stati Uniti, allattamento e autosvezzamento, i tour alla scoperta dei quartieri più famosi di New York «perché dopo 3 anni questa città ancora mi fa sentire una turista» ma anche ricette, consigli di bellezza e stile.

DA UN ANNO e mezzo poi, si parla soprattutto di moda sostenibile con una serie, bella e importante, di video tematici. Tutto è iniziato da un documentario, The True Cost (da vedere, anche su Netflix, ndr) che mostra cosa si nasconde dietro i capi prodotti dalle grandi multinazionali della moda, i colossi della fast fashion. «Dopo The True Cost non sono più riuscita ad acquistare allo stesso modo e così ho iniziato a fare ricerca e a documentarmi. Da qui poi l’idea di condividere tutto in una serie di video, quella a cui sono più legata, dedicata alle ragioni della moda etica e sostenibile». Nascono così le Haulternative, i consigli per gli acquisti dedicati a marchi che producono rispettando lavoratori e ambiente, o le Storie di Cucito per riscoprire la dimenticata abitudine (e la gioia) di prendere in mano ago e filo e farsi da sé…una gonna! Lo scorso giugno, poi, un secondo progetto, sempre legato all’importante tema della moda ecosostenibile: @carotillagoessustainable come lo troverete su Instagram. La sfida? Ogni giorno proporre un look diverso e interamente sostenibile, con capi di seconda mano, vintage, o realizzati a mano da artigiani o piccoli marchi indipendenti. «Tra i pregiudizi legati alla moda etica c’è soprattutto quello che sia difficile vestire sostenibile senza spendere una follia. In realtà basta aprire il baule della nonna, o andare in un semplice seconda mano». E avere così capi fatti bene, e che non fanno male.

Tra i prossimi progetti? «Mi piacerebbe ospitare ancora sul mio canale delle artigiane per dare spazio alla tradizione del Made in Italy e all’artigianato, che per definizione è sostenibile. Anzi, ne approfitto per fare un appello qui su Pantheon a tutti gli artigiani che passano per New York: incontriamoci!».

YouTube: Carotilla

Instagram: Carotilla / carotillagoessustainable

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