Foto di Marco Malvezzi

Andrà tutto bene. Continuiamo a ripeterlo, scriverlo, evidenziarlo con la brillantezza dei colori nelle giornate che si sommano l’una all’altra da quando l’emergenza Covid ha cambiato la nostra quotidianità. 

C’è chi questa frase la sussurra appena, con una sorta di rispettoso timore. Perché, di fatto, quello che succederà dopo è una grande incognita nelle pieghe del futuro che attende ognuno di noi. Forse l’essere stati costretti entro determinati confini (anche domestici) ha permesso di capire che, alcune risposte per affrontare un domani che non sarà certamente facile, non sono poi così lontane dall’orizzonte verso cui guardiamo. 

Queste storie di ripartenza dalle difficoltà, di resistenza alla paura, di resilienza per inseguire le proprie passioni che abbiamo raccolto in Lessinia ne sono dimostrazione. 

Rachele Ederle

Apicoltrice

La quarantena non è stata un ostacolo alla realizzazione del sogno di Rachele Ederle: produrre miele con un’azienda propria. «I primi vasetti saranno pronti tra giugno e luglio», anticipa con una punta di orgoglio la 27enne che abita a San Francesco di Roverè. Lì, in contrada Sartori, ha posizionato un apiario; l’altro ha trovato dimora a San Rocco di Piegara. Sono in tutto 60 le arnie della neonata apicoltura La contea, il cui nome prende spunto dalla grande mappa che nei Musei Vaticani segnala la Lessinia e la “contea” Sartori. Il legame con il territorio è forte, per questo Rachele ha deciso di trasformare quello che per lei, perito agrario, era un solo hobby in impresa. 

La partenza è stata in salita, ammette: «Era la prima settimana di blocco, le api dovevano arrivare da Padova e c’è stato qualche ritardo», ricorda. Piccoli intoppi, per fortuna superati. A confermarlo sono pure le api: complici le temperature favorevoli, svolazzano instancabilmente da un fiore all’altro. 

Daniele Iseppi

Imprenditore

Dal mercatino a km zero… alla dispensa di casa. Ecco che miele, uova, funghi, frutta, verdura arrivano direttamente a domicilio, per rendere l’isolamento meno complicato. 

Una piccola attenzione «nata quasi per caso, appena hanno interrotto i mercati a causa dell’epidemia», confessa Daniele Iseppi di Cerro, titolare di Apicoltura Falasco e produttore di dolce nettare delle api che a metà marzo ha fatto squadra con Loris Faccincani, Daniela Castagna e Antonello Miglioranza. Insieme, in un’associazione temporanea di aziende agricole, sono “I ragazzi del mercato”. Per raggiungerli, il cliente compila una scheda online e sceglie tra i diversi prodotti a disposizione. 

«Ogni mattina ci troviamo per mettere insieme la merce e ci dedichiamo alle consegne in varie zone del Veronese. La risposta da parte della clientela è stata al di sopra delle nostre aspettative», evidenzia. Chissà quindi che, coi dovuti aggiustamenti e in base a come evolveranno le cose, questa modalità non possa avere seguito, anche una volta riconquistata la normalità. 

Tecla Zenari

Sarta e stilista 

È stata una quarantena creativa quella di Tecla Zenari. Trascorsa con ago, filo, stoffe nella sua casa-atelier a San Rocco di Piegara. Perché se la pandemia ha (com’è inevitabile) scombussolato alcuni progetti, non ha fermato la sua passione per moda e sartoria. «Un’arte», la definisce la 29enne, che pretende dedizione. Perciò, qualche anno dopo la maturità, non potendo imparare a bottega (nessuno più insegna così il mestiere) ha frequentato corsi di formazione diventando sarta, modellista, stilista. 

Dai bozzetti su carta agli abiti da indossare con l’etichetta “Forbici e seta”: «Pezzi unici, realizzati su misura della cliente valorizzandone le caratteristiche perché si possa sentire a proprio agio. Li creo scegliendo attentamente le materie prime di aziende italiane», spiega. Alla ricerca di qualità si aggiunge la cura dei dettagli: un’asola cucita a mano, il ricamo con filo di seta e perline, la rifilatura di una giacca. Segreti e tecniche di un “Made in Italy” che è patrimonio da custodire e, si augura, questa pausa obbligata aiuterà a riscoprire.