Sono stati quasi 190 milioni i cittadini europei che tra il 23 e il 26 maggio scorsi si sono recati alle urne per partecipare alle seconde elezioni democratiche più grandi del mondo. Si parla ovviamente di quelle che hanno eletto i nuovi deputati del Parlamento europeo, la cui legislatura è stata inaugurata il 2 luglio.

Ma prima di capire in che direzione andrà questo nuovo Parlamento, dopo la pausa estiva, sappiamo quello che è stato fatto in Europa negli ultimi cinque anni? Di seguito trovate dieci (più una bonus) decisioni prese dal Parlamento europeo nel corso dell’ultima legislatura e come hanno cambiato le vostre vite.

1. Prodotti sicuri, consumatori felici

Lo scorso febbraio, l’UE ha approvato una nuova legislazione in materia di protezione dei consumatori: prodotti più sicuri, insomma, sia in negozio che online, grazie a una migliore sorveglianza del mercato e all’applicazione a livello UE di maggiori controlli, ispezioni e norme.

2. La questione GEO Blocking

L’Europa senza frontiere si applica anche allo shopping online: è dal dicembre 2018 infatti che all’interno dell’Unione Europea sono stati aboliti i costi legati al GEO Blocking, che rendevano gli acquisti internazionali più complessi e costosi.

3. Mai più roaming

Un ulteriore passo in avanti rispetto a quello fatto il 15 giugno 2017, quando i costi del roaming nei Paesi europei sono stati azzerati. Il che significa che chiamate, SMS e navigazione Internet non hanno alcun costo aggiuntivo quando ci si sposta in Europa. Un grande aiuto per i vacanzieri europei, per le aziende con contatti internazionali, per gli amori a distanza.

CC-BY-40 European Union 2019

4. La temutissima riforma del Copyright

Dopo tre anni di trattative e una serie infinta di piccole e grandi modifiche al testo originale, il 26 marzo 2019 il Parlamento europeo ha approvato una tra le più discusse riforme dell’Unione. Si tratta della direttiva sul diritto d’autore, che ha scatenato un acceso dibattito tra chi l’ha accolta come una necessaria tutela per autori e creativi e tra chi invece la considera un inutile bavaglio ai contenuti online.

5. I diritti dei consumatori nell’era digitale

Nella stessa scia della normativa sul Copyright si inseriscono le nuove regole generali sulla protezione dei dati (GDPR), che garantiscono ai cittadini più potere sulla loro presenza digitale, difendendo il diritto di ottenere informazioni su come vengono utilizzati i loro dati e di eliminare i contenuti che non vogliono più essere visibili online. Le nuove regole si applicano a tutte le società che operano nei Paesi europei, anche se hanno sede al di fuori dell’UE.

6. L’equilibrio vita e lavoro

L’UE ha introdotto nuove norme specifiche per aiutare tutti i genitori europei a conciliare la vita professionale e quella privata. Gli Stati membri dovranno infatti introdurre dei requisiti minimi riguardo al congedo di paternità, pagati almeno al livello della retribuzione per malattia e altri due mesi di congedo parentale non trasferibile retribuiti. L’accordo stabilisce inoltre cinque giorni di congedo annuale per accompagnatori/trici e la possibilità di richiedere modelli di lavoro flessibili.

CC-BY-4.0 © European Union 2019 – Source EP

7. Contro il terrorismo e i reati gravi

La direttiva sui dati dei passeggeri (Passenger Name Records, PNR), introdotta dopo gli attacchi terroristici di Parigi e Bruxelles, obbliga le compagnie aeree a fornire i dati dei passeggeri raccolti dalle autorità nazionali per tutti i voli da paesi terzi verso l’UE e viceversa. Gli Stati membri possono anche estendere la regola ai voli “intra-UE”.

8. Protezione civile senza frontiere

Tempeste, inondazioni e incendi boschivi hanno devastato tutta l’Europa nel 2017 e nel 2018, testandone le risorse. La risposta è stata l’introduzione di RescEU, un protocollo che rafforza i meccanismi di difesa degli Stati membri istituendo risorse condivise a livello UE, dagli aeroplani forestali agli ospedali da campo e alle squadre mediche di emergenza, per proteggere i cittadini dai futuri disastri naturali.

9. Come si combatte il cambiamento climatico

È forse la sfida più importante di questo secolo, e di sicuro si tratta di un’enorme possibilità per costruire un’economia più sostenibile e competitiva e una società più stabile. Con la ratifica dello storico Accordo per il Clima di Parigi approvata dal Parlamento europeo, l’Unione Europea si è impegnata a ridurre le emissioni di gas serra almeno del 40% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030. Ma regole più severe saranno applicate anche alle emissioni di CO2 provenienti dall’industria e sono in programma nuovi incentivi per migliorare l’efficienza energetica di edifici ed elettrodomestici.

CC-BY-4.0 © European Union 2019 – Source EP

9 ½. E come si difendono gli oceani

Il dramma dell’inquinamento marittimo sta scritto nella percentuale di plastica che si accumula nei nostri mari: stiamo parlando dell’80% dei rifiuti nelle acque terrestri. Per far fronte all’emergenza, nel marzo 2019, il Parlamento europeo ha approvato una nuova legge che vieta l’uso di oggetti di plastica monouso come piatti, posate, cannucce e cotton fioc entro il 2021. Le nuove regole stabiliscono anche obiettivi di raccolta per le bottiglie di plastica e un’applicazione più rigorosa del principio “chi inquina paga”.

10. A che punto siamo con il Trattato di Dublino

L’immigrazione continua a essere un tema fondamentale per tutta l’Unione: risale al novembre del 2017 il tentativo di riforma da parte del Parlamento europeo del Trattato di Dublino, che regola lo Stato membro a cui affidare migranti e richiedenti asilo. Per quanto si tratti del fulcro di una riforma globale della politica di asilo dell’UE, i negoziati sulla forma definitiva del testo potranno iniziare solo quando gli stati membri saranno d’accordo sulla loro posizione. «Dobbiamo trovare soluzioni che consentano la creazione di un sistema di asilo funzionante con un adeguato sostegno per gli Stati in prima linea, responsabilità condivise e una corretta gestione delle frontiere esterne. Senza tali negoziati, restiamo a mani vuote con un sistema di asilo che non funziona e senza risposte per i cittadini», ha spiegato Cecilia Wikström, relatrice del Parlamento per la riforma del Trattato di Dublino.