Mario Salvagno fondatore dei frantoi Redoro non ce l’ha fatta. E’ deceduto questa notte, in seguito all’incidente avuto venerdì 13 marzo scorso, mentre probabilmente cercava di tagliare qualche ramoscello di troppo dai suoi olivi.

Come ogni mattina nel vialetto di stava controllano l’oliveto, perché una scolaresca tedesca sarebbe andata (dopo qualche minuto) a visitarlo. E per Mario presentare tutto in ordine e pulito era quasi un obbligo, significa rispetto per le piante e gli ospiti.
Pensavamo fino all’ultimo che ce la potesse fare, potesse superare questa situazione anche se si è presentata subito molto difficile, ma non è andata così. Una caduta che non gli ha lasciato scampo.

Mario era nato in una famiglia di olivicoltori, i nonni Regina ed Isidoro (di cui al marchio «Re-doro») iniziarono a coltivare ulivi nel 1895 e nel raccontare come «gli olivi vanno seguiti, coltivati e curati con molta attenzione» trasmetteva tutto il suo entusiasmo e il suo orgoglio di famiglia dalle lunghe tradizioni. Per Mario gli olivi erano la sua vita e la sua passione. Passione e amore che ha trasmesso ai figli e ai numerosi visitatori del frantoio di Grezzana. Ricordiamo che l’azienda Redoro, oltre al frantoio di Grezzana, ne ha uno a Mezzane (acquistato agli inizi degli anni Novanta) e uno a Bardolino, nei quali portano le loro olive circa 700 piccoli produttori.

Con Mario, Grezzana ha perso uno dei suoi migliori cittadini. Nonostante il successo che via, via assumeva la sua azienda «Redoro», fondata all’inizio degli anni Ottanta, ha mantenuto sempre uno stretto legame con il territorio: la sua partecipazione a tutte le iniziative importanti era una costante. Come era una costante e una garanzia la partecipazione finanziaria alle attività delle Associazioni. Promuoveva eventi di carattere pubblico nella sua grande corte e anche per la famiglia che allargava agli amici. Per Mario erano occasioni per stare insieme, momenti di aggregazione e socializzazione.

Così come era solito, in questi ultimi decenni, invitare ad accomodarsi nel suo tavolo (nel negozio dell’azienda), amici e conoscenti per un caffè e uno scambio di esperienze.

Grezzana, ma anche il settore degli olivicoltori, con Mario hanno perso un rappresentante, laborioso, onesto, determinato e al tempo stesso conciliante: una persona che ha saputo davvero farsi voler bene da tutti. Un caloroso GRAZIE a Mario per la sua testimonianza di vita e di partecipazione attiva alla comunità.

Pantheon si unisce al dolore della moglie Isidora Bombieri, dei figli Daniele, Lorenzo, Paola, Valeria e l’intera famiglia. Auspichiamo che per loro sia di conforto il fatto che il padre ha concluso la sua vita terrena tra gli ulivi che ha sempre amato, come ha amato l’agricoltura e tutti i suoi prodotti.

Foto: L’Arena

Alessandra Scolari