I volontari dell'Ipogeo coordinati da Claudia Annechini con l'appoggio del parroco di Santa Maria in Stelle Don Paolo Dal Fior

Una scommessa, vinta, di alcuni ragazzi e di alcune ragazze di Santa Maria in Stelle e dintorni, quella di riconsegnare al territorio, nel 2018, un gioiello storico, architettonico, ingegneristico di valore unico e inestimabile: il cosiddetto “Pantheon”.

Claudia Annechini, coordinatrice Giovani Volontari Ipogeo

Un sito archeologico che si trova esattamente al di sotto dell’attuale chiesa della frazione del Comune di Verona, all’inizio della Valpantena, costruito come opera acquedottistica dalla Gens Pomponia nel I Secolo D.C., divenuto poi luogo di culto per le nife dell’acqua e infine, nel IV Secolo D.C., dopo la visita di San Zeno, allora vescovo di Verona, fonte battesimale, la prima fuori dalle mura della città.

La cella sud dell’Ipogeo

Con la costruzione nel secolo successivo di due celle laterali, alla destra e alla sinistra dell’atrio battesimale, divenne luogo di catechesi, supportata dagli affreschi rappresentanti scene tratte dal Nuovo e dall’Antico Testamento.

Arrivando ai giorni nostri, nel 2004 fu stanziato un contributo di 420.000 Euro per il restauro conservativo del Pantheon e negli anni a seguire vennero eseguiti numerosi studi: rilievo topografico e diagnostico, indagini termoigrometriche, restauro pittorico degli affreschi.

Soltanto nel 2018, appunto, l’ipogeo ha riaperto le sue porte grazie all’impegno dei Giovani Volontari, supportati dal parroco Don Paolo Dal Fior e dall’intero consiglio parrocchiale (il Pantheon è di proprietà della Diocesi). I Giovani, coordinati da Claudia Annechini, hanno realizzato un efficace piano di comunicazione con la realizzazione di un sito internet, delle relative pagine social, di video clip, di percorsi guidati sul territorio, formando altresì decine di volontari che ad oggi accompagnano (con visite guidate su prenotazione) i turisti alla scoperta di questo unicum assoluto nel panorama nazionale.

La mappa dei percorsi sul territorio realizzata in collaborazione col Comune di Verona

«Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo accolto circa 1700 persone, un numero grandissimo dato che le visite sono limitate al weekend con massimo 20 visitatori al giorno. L’evento più importante dell’anno è stata la realizzazione della mappa dei sentieri “L’ipogeo e le sue vie”, in collaborazione con il Comune di Verona, – ha commentato proprio Claudia Annechini – passeggiate dai 40 minuti alle 2 ore che partendo dall’Ipogeo risalgono tutta la collina adiacente. Inoltre, dal 2020 cambieremo il nostro nome in Gruppo Volontari Ipogeo perché c’è stato un forte arricchimento generazionale all’interno del gruppo».

La motivazione del Premio recita così: «Per aver restituito al territorio un gioiello di valore assoluto, patrimonio unico e inestimabile, e per aver coinvolto e formato decine di ragazze e ragazzi divulgando cultura e conoscenza».