Quello appena passato è stato un mese ricco di soddisfazioni per l’Aga, Associazione giochi antichi, che da ormai quasi vent’anni organizza il Tocatì e persegue la missione di valorizzare e fare ricerca sui giochi e sport tradizionali. Sono due gli importanti “sì” incassati. Prima il via libera e il finanziamento del Ministero della Cultura per il progetto del nuovo parco alle Colombare, poi l’ufficializzazione della candidatura del Tocatì al Registro delle buone pratiche di salvaguardia del Patrimonio culturale immateriale Unesco.

Successi concreti, per valorizzare l’immateriale. In questa direzione va anche il progetto del nuovo parco dedicato a giochi e sport tradizionali, finanziato per 600mila euro dal ministero. Sarà uno spazio, su territorio comunale, di 3mila e 600 metri quadrati attrezzato con 23 piastre di gioco, sui terrazzamenti dell’attuale parco delle Colombare. Dalle lotte sarde a quelle dell’Alto Adige, dalla campana di Lama Mocogno ai birilli siciliani della Carrara: «Ci sarà una selezione di giochi provenienti da tutto il territorio nazionale, come già facciamo nel modello Tocatì» spiega Nicola Gasperini, architetto e membro del direttivo Aga. «Questa volta avremo un’intenzione ancora più “scientifica”: riporteremo il più possibile le caratteristiche e specifiche tecniche dei campi di gioco delle rispettive comunità».

Valori immateriali, che si confrontano con quelli ambientali del parco e quelli storici, essendo a pochi passi dalle mura viscontee. «Una fusione di interessi per la città» dice Gasperini. Sarà infatti un luogo dove l’Aga potrà invitare le comunità ludiche, replicando la formula del Tocatì, dove i protagonisti del gioco interagiscono con il pubblico. Il tutto fruibile in modo gratuito dalla cittadinanza.

Anche l’attività didattica e di divulgazione di Aga troverà nuovi spazi con l’ampliamento della sede, la vecchia casa del custode in legno, degli anni ’60. «Il nuovo volume, sempre in legno, si legherà al vecchio tramite una tettoia» spiega Gasperini. Sarà inoltre rinnovata anche la foresteria, sempre nell’area delle Colombare.

«Nel contesto della sistemazione del parco, ruolo importante hanno le “marogne”, i muretti a secco» aggiunge l’architetto. «Un patrimonio di manufatti tipici del territorio italiano, una pratica di costruzione consolidata nel tempo e che si sta perdendo. Un tesoro che ci siamo trovati in questo sito». Tesoro, tra l’altro, in parte danneggiato da quella tempesta del 23 agosto scorso.

Per quanto riguarda le tempistiche, a inizio 2022 dovrebbero iniziare i lavori, da svolgersi e concludersi nel corso dell’anno. Verona avrà così uno spazio ricco di storia e valori, portato a nuova vita e aperto a tutti. Un po’ come il Tocatì, ma tutto l’anno.

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