Finalista del programma The Voice 2018, Beatrice Pezzini si gode il momento di popolarità che le ha consegnato il programma televisivo andato in onda su Rai Due: con le sue due band decine di date programmate e un’estate che si preannuncia molto intensa. Per la giovane cantante di Valeggio, già protagonista a Ti lascio una canzone, la priorità è guardare all’oggi, senza farsi troppe illusioni su ciò che verrà.

Ha l’argento vivo addosso, quello tipico dei vent’anni, ma allo stesso tempo riesce a mantenere i piedi ben piantati a terra. Beatrice Pezzini, seconda classificata al programma televisivo The Voice of Italy 2018, il talent show canoro di Rai Due, sa bene che la visibilità e il successo mediatico possono essere effimeri ed esaurirsi in breve tempo. Anche per questo la giovane cantante di Valeggio sul Mincio, che alle spalle ha già due partecipazioni a Ti lascio una Canzone (nel 2012 e nel 2015), sta studiando al conservatorio e si sta dedicando totalmente alla sua passione mettendo in fila decine di serate sul territorio con le sue due band. Grazie anche al recente exploit televisivo, il 17 maggio scorso l’Associazione Verona Network le ha consegnato il Premio Veronesi protagonisti in Camera di Commercio «per aver avuto il coraggio di inseguire con  determinazione il proprio sogno».

Beatrice, passata l’adrenalina accumulata nelle scorse settimane in tv?

L’adrenalina c’è sempre. Sono tornata a casa dopo la finale del 10 maggio e ho iniziato mille altre cose. Quest’estate sarà molto intensa, abbiamo concerti programmati tutti i fine settimana, ogni venerdì, sabato e domenica. Molte serate sul Lago di Garda, ma faremo tappa anche a Milano e ad Ancona.

Sappiamo che ti esibisci con due band…

Esatto, mi divido tra la Kyras, una band capace di creare ambienti e stili musicali dance, r&b, soul e funky dagli anni ’70 ai giorni nostri, e i Diamonds Trio: assieme a Leonardo Zago e Elia Zigiotto, più o meno della mia età, ci divertiamo e cerchiamo di far divertire una fascia di pubblico più giovane rispetto al primo gruppo.

Cosa lascia a una ragazza di vent’anni un’esperienza come quella che hai vissuto a The Voice?

È un’esperienza forte. Dal punto di vista canoro ho avuto la avuto la possibilità di mettermi in gioco provando più generi musicali, dal punto di vista personale la partecipazione al programma e i consigli del coach J-Ax mi hanno aiutata ad avere ancora più coraggio e consapevolezza dei miei mezzi.

Come ci sei arrivata agli studi Rai di Milano?

Mi sono iscritta su internet. Sono andata a fare i provini sempre a Milano, poi a Roma. Alla fine sono stata scelta per le “Blind Auditions” dove ho portato Nessun dolore di Lucio Battisti.

Una canzone che ha colpito nel segno visto che si sono girati tutti e quattro i coach…

Penso di sì, si sono girati tutti e J-Ax ha pure bloccato Francesco Renga impedendogli di fatto di scegliermi. Io sarei stata indecisa tra loro due, ma così facendo sono andata dritta nel team “De l’Ax”.

Lo hai pure fatto commuovere ai knockouts con Beautiful

Sì è vero, aveva gli occhi lucidi e questo mi ha fatto molto piacere perché vuol dire che “gli sono arrivata” come lui voleva.

Il tuo coach ha detto di te: «Beatrice infila le unghie nell’anima di chi l’ascolta». Che consigli ti ha dato nei mesi in cui sei stata con lui?

Non mi ha dato tanti consigli, mi ha trasmesso fiducia e mi ha permesso di tirar fuori il coraggio che a volte mi mancava. Di questo lo ringrazio molto.

Quanto sei stata a Milano?

Da febbraio fino a maggio, dal mercoledì alla domenica. Erano giornate molto intense. Sveglia presto alla mattina per le prove, i clip, le registrazioni che a volte duravano fino a mezzanotte. Un’esperienza che comunque rifarei.

Un’esperienza televisiva che avevi già provato con Antonella Clerici…

Sì, nel 2012, quando avevo 15 anni. Mia nonna Marì, alla quale sono molto legata, convinse mia mamma a iscrivermi a Ti lascio una canzone. Partecipai la prima volta e ricordo ancora che portai Gloria di Umberto Tozzi cantandola con 40 di febbre. Andò comunque bene. Nel 2015 tornai nella categoria Big arrivando in finale. Antonella in entrambe le occasioni fu carinissima, era come una seconda mamma per tutti noi.

Alla finale di The Voice hai presentato il tuo inedito…

Si intitola Arriverà l’estate. È un brano che sento molto, è grintoso, energico. Un po’ come me.

Cos’è per te la musica?

Una chiave per aprire tutte le porte, non quelle del successo, ma quelle dell’anima. La musica mi rende felice quando sono triste, spensierata quando sono pensierosa, rilassata quando sono tesa. La musica mi aiuta a trovare la giusta sintonia tra me e il mondo che mi circonda.

Pregi e difetti?

Determinata, ma anche permalosa. Su questo mio difetto devo lavorare ancora un po’. Tendo a dare troppo peso ai giudizi degli altri e a farmi condizionare, quando invece dovrei ascoltare più me stessa e le persone che mi vogliono bene.

Come la tua famiglia…

È un punto fermo e imprescindibile della mia vita. Mio padre Giuseppe, mia madre Monica, mio fratello Federico, di tre anni più giovane, mi sostengono e mi sono vicini sempre. Senza di loro non potrei farcela.

Cosa farai da grande?

Non penso tanto a quello che sarà. Sarebbe facile immaginare di diventare magari una cantante brava, di successo, ma preferisco concentrarmi sul presente, migliorarmi giorno dopo giorno. Mi sono iscritta al conservatorio nel corso di Canto jazz e pianoforte anche per questo. Cerco di vivere l’oggi e di farlo bene, cosicché il futuro possa essere come lo desidero.

 

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