we are what we eat

Siamo ciò che mangiamo. Non lo dice solamente il buonsenso, ma il progetto europeo “We are what we eat” che di recente ha fatto arrivare in Lessinia 25 alunni e 9 insegnanti provenienti da Polonia, Portogallo, Romania e Turchia per condividere in un meeting esperienze legate all’alimentazione.

«Abbiamo organizzato laboratori, lezioni e visite coinvolgendo un esperto in nutrizione, alcuni alunni e un insegnante dell’Istituto alberghiero di Valeggio. Inoltre i caseifici della zona e l’associazione Slow Food», spiega la docente Elena Falsarolo, coordinatrice dell’iniziativa che ha come capofila l’Istituto comprensivo di Bosco Chiesanuova.

Per l’occasione sono stati serviti gli ingredienti del caso. Perché il cibo non è solamente una necessità primaria: è ambiente, cultura, tradizione; è una scelta che ha implicazioni dirette (e spesso irreversibili) sia sul pianeta che sull’uomo in termini di salute, economia e politica. Da qui la necessità di condivisione, che ha avuto per protagonisti in tutto 300 studenti delle varie nazionalità di età compresa tra i 10 e 15 anni.

Supportati dagli insegnanti di Scienze, Geografia, Storia e Lingue straniere si sono confrontati sulle pietanze che sono soliti mangiare. Il risultato di questo percorso che ha avuto come prima tappa Verona e la montagna veronese? «La creazione di una comune guida di cucina interattiva in inglese con ricette tradizionali e innovative di tutti i Paesi coinvolti. Sarà arricchita con informazioni sociali, economiche e politiche. Il progetto è inclusivo e si occupa di biodiversità dell’ambiente, della cultura e della mente. Inoltre di rispetto e integrazione», fa notare la docente.

Il progetto partecipa alle attività delle rete “Polo europeo della Conoscenza” ed è, a sua volta, parte integrante di un altro progetto europeo Horizon 2020 “Protein” sulla nutrizione nei bambini anche attraverso giochi.