Monica Vaccarella nel suo stand al Sol&Agrifood 2019

Non riesce a trattenere le lacrime di commozione mentre ci racconta al telefono il gesto semplice, quanto coraggioso, che ha compiuto venerdì scorso. Monica Vaccarella, imprenditrice agricola di origine sarda, ma veronese di adozione, ha consegnato direttamente alla segreteria del reparto di terapia intensiva di Borgo Trento alcune bottiglie dell’olio di sua produzione, una per ogni medico del reparto, come segno di vicinanza e di riconoscenza per quanto stanno facendo per la comunità.

Monica ha una piccola azienda che si estende su due ettari sopra le colline di Avesa. E’ qui che dieci anni fa esatti ha costruito il suo presente e il suo futuro lasciando il posto fisso da segretaria e raccogliendo la tradizione e gli insegnamenti del nonno Santo (che nel dopoguerra aveva un’azienda agricola con oltre trenta dipendenti nel nuorese) e di papà Angelo, che le ha insegnato il sapere agronomico.

Un olio prezioso il suo, un “Veneto Valpolicella DOP” pluripremiato (Gambero Rosso, Aipo d’argento…) , quasi di nicchia considerando che la produzione media oscilla tra le 1200 e le 1500 bottiglie, e sicuramente apprezzato visto che tra gli altri, Monica rifornisce (ed è stata la prima a farlo sette anni fa) gli Emirati Arabi e uno dei più noti ristoranti che si trovano nel famoso grattacielo Burj Khalifa di Dubai. Anche per questi motivi l’omaggio che ha fatto ai medici del reparto diretto dal professor Enrico Polati fa capire, proporzionalmente, il valore del suo gesto.

«E‘ un’idea a cui avevo pensato ancora il 13 marzo scorso – racconta Monica – quando ancora non eravamo in piena emergenza come adesso. Grazie a un’amica sono stata messa in contatto con una dottoressa dei neurologia, Silvia Romito, che ha fatto da tramite con il reparto di terapia intensiva. E’ stata proprio lei venerdì ad accompagnarmi nella segretaria del reparto diretto dal professor Polati. E’ stato proprio lui a incontrarmi brevemente e a ringraziarmi».

«Sono rimasta senza parole, lui che ringrazia me, – prosegue l’imprenditrice agricola – semmai è il contrario. Non sapevo cosa dire, avevo soltanto il cuore pieno di emozione. Tre porte più in là c’erano le stanze di terapia intensiva, ho provato una sensazione strana, di gioia, gratitudine e al contempo di dolore per le persone che stanno soffrendo. Il giorno prima sono stata sveglia tutta notte. Da una parte provavo ansia per dovermi recare all’ospedale, con tutta la delicatezza del caso, dall’altra sentivo il bisogno di farlo, di fare qualcosa per loro».

L’olio donato ai medici del reparto di terapia intensiva di Borgo Trento

Monica Vaccarella ha omaggiato tutti i medici, con una bottiglia d’olio a testa: «Un gesto semplice, in quelle che sono le mie possibilità. Loro mi hanno prima ringraziato e poi detto che non si sentono eroi, fanno ciò che hanno sempre fatto, con maggiore rischio. – prosegue Vaccarella – Quello che non dovremmo fare è dimenticarci di loro quando l’emergenza sarà passata. E’ questo il messaggio che implicitamente, e in silenzio, mi hanno lasciato».

Nel frattempo la campagna non si ferma e Monica è impegnata, da sola, nell’attività di potatura delle sue amate piante. «Non è facile – spiega – tuttavia, quando mi sento stanca, penso alla fortuna che ho, specie in questi periodi, di essere in mezzo al verde, nella natura, mentre sto facendo ciò che amo. Ora sono un po’ preoccupata perché dovevano partire gli ordini per l’estero, in particolare per gli Emirati, ma è tutto fermo. Ho lavorato tanto per l’Expo di Dubai, vedremo cosa accadrà».

Monica ci lascia con una soddisfazione personale: «Come tanti altri piccoli produttori, negli anni mi sono impegnata a diffondere la cultura dell’olio, come parte integrante della nostra dieta e della nostra salute. Ora in quarantena vedo che tante persone si dedicano alla cucina e apprezzano ancora di più le proprietà organolettiche e di gusto di questo prodotto eccezionale che sta alla base della nostra dieta mediterranea».

Un prodotto che, a quanto pare, fa bene due volte al cuore.