Scambi di email più frequenti, riunioni in video-chiamata, documenti in cartelle condivise dagli spazi quasi illimitati che accorciano le distanze tra città e Paesi del mondo, lezioni tenute o ascoltate davanti alla piccola fotocamera di pc e telefonini. Il lavoro al tempo del Coronavirus? S’è fatto agile, pure per chi in queste giornate atipiche non ha mai smesso l’attività. 

Isabel Zeno, veterinaria • 

«L’emergenza ha rivoluzionato le attività ambulatoriali. Come da linee guida abbiamo ridotto il carico di lavoro per concentrarci esclusivamente sulle emergenze, lavorando quanto più possibile da casa, grazie anche alle ricette elettroniche. Per le visite urgenti e non rimandabili, si adottano tutte le protezioni del caso. L’anamnesi è fatta all’esterno, poi si entra in ambulatorio solo con l’animale. Non è semplice gestire questa situazione, ma da parte dei padroni c’è molta consapevolezza e chiamano in caso di assoluta necessità. In attesa di tornare presto alla normalità».

Diego Grazioli, insegnante • 

«Era una situazione imprevedibile, ma siamo arrivati preparati. Da dieci anni l’Istituto comprensivo di Bosco Chiesanuova investe nella didattica digitale. L’obiettivo è garantire, quanto possibile, la quotidianità scolastica ai nostri studenti con strumenti sicuri. La classe è diventata digitale: siamo in contatto con lezioni in video-chiamata, scambiamo materiale, possiamo effettuare test. I ragazzi? Non vedono l’ora che riprenda la scuola. Non è facile, perché a casa si aggiunge la gestione dei figli: ne ho tre e mia moglie è infermiera in terapia intensiva…».

Enrico Gecchele, ingegnere • 

«Per uno come me, abituato a stare tutto il giorno in azienda, nel Vicentino, lavorare da casa è stato un bel salto. Abito a Caldiero: nelle giornate di sole il mio ufficio è diventato il terrazzo. I colleghi li vedo su Skype, la nostra nuova sala riunioni. La multinazionale francese per cui lavoro si occupa di gruppi di continuità; abbiamo a che fare molto con l’estero e in questo periodo ho ricevuto numerose chiamate, da ogni parte del mondo, per sapere come stiamo in Italia. Spero che ne usciremo presto e che questa esperienza possa insegnarci qualcosa». 

Lisa Forasacco, ostetrica • 

«Al Coronavirus, che ha rivoluzionato e di certo modificherà a lungo il nostro modo di lavorare, noi ostetriche di Mamaninfea abbiamo risposto con la creatività. Per assicurare continuità ed essere accanto a mamme e papà e futuri genitori, teniamo in video-chiamata sia un corso pre parto tradizionale che uno post parto gratuito di gruppo per le neo-madri che vogliono confrontarsi sulla quotidianità. Assistiamo inoltre a domicilio le donne che partoriranno in casa con noi, in sicurezza, con i dispositivi di protezione previsti dai decreti ministeriali. Un aiuto per vivere bene questa situazione che è stato apprezzato, con richieste anche da altre città».