Grazie a questa iniziativa, i negozi di vicinato dei quartieri predispongono un kit spesa di prodotti freschi, al prezzo fisso di 20 euro, che viene consegnato a casa direttamente dai volontari. Nel kit sono presenti anche due mascherine chirurgiche.

«In una settimana – dice l’assessore al Commercio Nicolò Zavarise – solo nei quartieri in cui il servizio è attivo, sono state fatte più di mille ordinazioni e 700 consegne. Un grande grazie va a tutto il direttivo della Pro Loco ai commercianti e ai volontari che si sono resi disponibili per questa iniziativa. La città sta dando dimostrazione di saper fare rete e di essere una vera comunità. Un plauso va anche alle Circoscrizioni, che hanno compiuto un notevole lavoro di coordinamento per mettere in rete i negozi alimentari del proprio territorio. Ringrazio il presidente della Pro Loco di Verona Marco Rigo per questo sistema, che è già stato preso come modello da altre nella provincia».

Per gestire al meglio il flusso di ordinazioni è stato attivato un secondo numero di telefono 351.5279465, che si aggiunge al 351.5540210, cui i cittadini potranno telefonare per richiedere il pacco spesa. Per ordinare, si può chiamare martedì e venerdì, dalle ore 10 a mezzogiorno. È stato realizzato anche un sito www.bottegaamica.it in cui i cittadini potranno effettuare le proprie ordinazioni anche online e un pagina Facebook.Tramite il sito internet, sms o messaggi WhatsApp le ordinazioni, sempre nelle giornate di martedì e venerdì, potranno invece essere effettuate per tutto l’arco della giornata.

«Nella tremenda emergenza che stiamo vivendo, c’è un aspetto da ricordare: è il senso di comunità che si è creato – ha detto il sindaco Federico Sboarina -. È come un seme che mi piacerebbe veder germogliare e diventare un albero enorme. Il senso di comunità e la solidarietà sono cresciuti, giorno dopo giorno, sia in chi si è messo a disposizione, facendo donazioni o comprando materiale, sia da parte di chi resiste e rimane a casa sapendo che sarà più difficile del giorno prima ma che si sacrifica anche per gli altri. Da questa emergenza usciremo non più come una città di 260 mila individui, ma come una grande comunità di 260 mila persone. Sarà un patrimonio che, quando torneremo alla vita normale, Verona non dovrà disperdere».