Il fotografo Stefano Signorini è famoso per le sue panoramiche di Verona e del Lago di Garda. Una passione nata da un regalo ricevuto e proseguita da pioniere del formato largo, cercando l’unica inquadratura giusta per ottenere l’immagine perfetta.

Mai capitato di essersi trovati innanzi dieci, cento, mille volte un’opera d’arte e di scoprire solo all’ennesima riproposizione chi fosse l’autore? Fino a tale momento quel dipinto o quella statua sono esistiti come se, per un prodigio cosmico, la bellezza fosse autrice di sé stessa. Un veronese può forse percepire una sensazione simile di fronte alle bellissime fotografie panoramiche della città e del Lago di Garda che spesso spiccano su poster, cartoline, gigantografie, internet: in una buona parte dei casi l’autore è Stefano Signorini, pioniere della foto panoramica veronese, che si diletta anche nel campo che lui chiama “foto umoristiche”.

Stefano, cosa significa per lei fotografare?
È la passione della mia vita, iniziata quando, a 18 anni, mio papà mi regalò la mia prima “fotocamerina”, la Ricoh 500 RS. Da allora non ho più smesso. Fotografare fa parte della mia vita e non riuscirei a vivere senza.

Quale parte preferisce del suo lavoro?
Mi piace moltissimo andare a cercare i posti giusti, capire qual è la luce migliore e realizzare la foto. Se non riesco la prima volta, torno una seconda, una terza, una quarta… fino a oltre dieci volte. Anche una singola foto si rivela molto complessa finché non si trovano le condizioni giuste.

Cosa cerca di ottenere da un’immagine?
Cerco di realizzare la foto perfetta, cioè quella che mi soddisfa. Difficilmente mi accontento: l’inquadratura migliore, anche parlando di un luogo ben conosciuto come piazza Bra, è solo una. Sono esigente anche nell’elaborazione digitale: per me i software di grafica vanno usati eccome per arrivare al risultato che si ha in mente.

Dove nasce una foto?
Le panoramiche nascono dentro di noi. La visualizzazione di un’immagine è importantissima: la foto va innanzitutto ideata, poi si cerca di ricrearla con la macchina fotografica. Guardo una piazza, decido dove potrebbe essere l’inquadratura migliore, poi immagino la foto da sinistra a destra e trasferita su un piano. Non è la stessa cosa che inquadrare un normale soggetto.
Per quanto riguarda le foto umoristiche, invece, la faccenda è inversa. Le chiamo “Obiettivo allegro”: uno scatto al volo, girando per la città pronto a cogliere il momento, istintivamente, come chi spara al piattello. Qui sono il soggetto e la situazione a scegliermi.

Cosa pensa del fatto che tutti oggi possano facilmente scattare foto?
Tutti possiedono uno strumento e fanno foto, ma pochissimi ne scattano di belle. Per le panoramiche, ad esempio, c’è l’errata convinzione che basti girare su sé stessi. Ma non è sufficiente dire: «Ho fatto una bella foto» solo perché ho ottenuto un’immagine più larga delle altre.

C’è un posto, oltre a Verona e al lago, che vorrebbe fotografare?
Siamo fortunati a vivere in un posto perfetto. Si può spaziare in lungo e in largo: Verona e il Lago di Garda sono bacini infiniti di scorci. Potrei dire che mi piacerebbe fotografare Roma, o qualche altro luogo in Italia o all’estero. Ma addentrandosi bene nello studio del luogo, della luce e delle stagioni, nella nostra zona di materiale eccellente ce n’è più che a sufficienza.

Di chi stiamo parlando

Stefano Signorini è un fotografo veronese con più di 30 anni di carriera alle spalle. È divenuto celebre per le foto panoramiche, che lui chiama “superfoto”, di Verona e del Lago di Garda. Per scattarle ha creato appositamente un mezzo fotografico rotante che poi l’ha portato anche a sperimentare una serie di scatti “Stile fotofinish”. Altra serie suggestiva, sempre realizzata con il medesimo strumento, è quella delle “Foto a palla”, ossia panoramiche di forma sferica. Interessanti pure gli esperimenti di fotografia in bici, sugli sci e sui pattini a rotelle.
Ha collaborato per anni con le riviste “Il fotografo” e “Fotografare” e una sua foto è stata pubblicata su National Geographic Traveler. I suoi scatti “The merry go round” e “The cyclists 1” hanno vinto il primo premio delle edizioni 2005 e 2007 del concorso Panorama Competition.
Ha realizzato anche immagini umoristiche, che da giugno sono in esposizione alla libreria Il Minotauro in centro città: nonostante la mostra dovesse concludersi a metà ottobre, è stata prolungata a tempo indeterminato.