Stanze vuote, nessuna valigia trascinata negli ascensori. Il telefono non squilla e non arrivano email che chiedono se la colazione sia inclusa o meno. È questo il panorama negli alberghi, bed&breakfast e strutture ricettive in genere. Molti aspetti della nostra vita sono rimasti sospesi, alcune attività hanno subito un rallentamento: turismo e ospitalità si sono semplicemente azzerati, e saranno fra gli ultimi a ripartire.

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Le prenotazioni annullate sono un dato oggettivo. «Ad aprile c’è stato un cento per cento di cancellazioni» registra Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto. Per il lago di solito è l’avvio della stagione, un mese da tutto esaurito. «Pasqua per noi è come Ferragosto. Abbiamo perso anche il Vinitaly e il ponte del 25 aprile». Per il mese di maggio le cancellazioni sono quasi totali e per giugno già almeno la metà. Il turismo del Garda vive per circa l’80 per cento di mercato internazionale, che sarà azzerato per diversi mesi, ma anche altrove la situazione è simile. «Le cancellazioni arrivavano già a metà febbraio» conferma il presidente dell’Associazione albergatori di Verona e provincia Giulio Cavara.

TRA SANIFICAZIONI E UN TURISMO NUOVO

Con l’azzeramento del fatturato, emerge il problema dei costi fissi e del pagamento dei dipendenti. «Abbiamo portato a casa alcune settimane di cassa integrazione in deroga, ma rischiano di essere una misura insufficiente. Per ora dalle istituzioni non abbiamo avuto le giuste reazioni» afferma Cavara. Sul lago la forza lavoro è formata in gran parte da stagionali. «Sono persone di spessore e competenza – dice De Beni –, sui quali abbiamo investito anche in formazione: con molti di loro c’è un rapporto che dura da anni. A livello nazionale con Federalberghi abbiamo proposto di assumerli per poi metterli in cassa integrazione, in modo da garantire un minimo salariale e aiutarli a sopportare questi mesi di blocco».

Da sempre divisi per natura e filosofia diverse, hotel e bed&breakfast si trovano oggi uniti dalla stessa difficoltà. «Temo che molti colleghi chiuderanno, o si sposteranno sull’affitto a medio-lungo termine» è la previsione di Andrea Campolongo, titolare del Romeo Giulietta Rooms & Apartments di Verona. «Con le stanze vuote, noi abbiamo colto l’occasione per rinnovarci. Il turismo nei prossimi mesi cambierà, ci sarà un ritorno degli italiani e le esigenze cambieranno. Dovremo garantire la sanificazione degli ambienti e potenziare gli strumenti, anche tecnologici, per mettere l’ospite nelle condizioni di avere informazioni e accessi senza scambio fisico». Per strutture a carattere famigliare come quella di Campolongo è una sofferenza, ma anche un’evoluzione dettata dalla necessità. «Ci siamo fatti aiutare da amici e anche da ragazzi giovani, per rinnovare il nostro modo di comunicare».

ADDIO AI GRANDI PORTALI, SERVE UN CANALE DIRETTO CON IL CLIENTE

L’obiettivo è riprendere il filo diretto con i clienti, rinunciando alle lusinghe di portali come Booking, Expedia, AirBnb. Al momento della crisi hanno spesso imposto il rimborso per le cancellazioni ai clienti, mentre questi sarebbero anche stati disponibili a riprogrammare la prenotazione. «Sono strumenti che alcuni colleghi hanno usato in maniera spregiudicata» ammette De Beni. «Consiglio di non cedere alle loro lusinghe quando si riaprirà il mercato». Sulla stessa linea Cavara: «Sono sbilanciati a favore del cliente, e le commissioni dal 18 per cento arrivano fino al 30 con certe promozioni». In attesa di direttive chiare sui protocolli di sicurezza, rimangono altri interrogativi sul futuro. «Sarà un processo molto lungo. In tempi così duri per tutti, quanti avranno davvero le risorse per viaggiare?» si chiede Cavara. Stessi dubbi per De Beni: «Sul lago mancheranno gli stranieri, mentre gli italiani preferiscono altre destinazioni. Per la ripresa dei flussi ci vorranno almeno 2 o 3 anni».

Per tanti albergatori in crisi e che pensano anche a chiudere, c’è invece chi apre proprio adesso. «Io e mia moglie avevamo da tempo l’idea di aprire un b&b. I certificati erano già pronti» afferma Andrea, titolare del B&b Villa Verona Bike a Buttapietra. «Con questa situazione abbiamo capito di dover puntare sulla bicicletta. Oltre a essere una mia passione, è l’unico mezzo che garantisce sicurezza e distanziamento». Tutta l’attenzione è rivolta a soddisfare le esigenze del cliente. «Il nuovo turismo chiederà spazi da gestire in autonomia, il contatto con la natura, vorrà “entrare nel territorio”. Abbiamo preferito agenzie specializzate, reti dedicate ai cicloturisti e la creazione di un sito nostro». Torna quindi il tema del canale diretto verso il cliente, evitando i grandi portali e riconquistando il controllo della comunicazione. Il Covid-19, che tante difficoltà e divisioni ha creato, è riuscito a unire almeno in parte le visioni di alberghi e b&b, di vecchi e nuovi operatori. Un’altra novità, decisamente meno tragica, portata da questo virus.