Abbiamo intervistato Margherita Vicario il giorno dopo la sua esibizione ad AERO WEEK FEST a Boscomantico. Un concerto intimo, accompagnata da Alessandro Pollio al piano. Formazione in duo che più di una volta durante questo suo tour estivo le ha permesso di creare un rapporto molto forte con i suoi fan.

Abbiamo avuto modo di ascoltarti durante il tuo live a Verona. C’è molta teatralità nel modo di interpretare le tue canzoni, capace di creare un legame con chi ti ascolta. Sul set o in televisione c’è invece altrettanta musica ad accompagnarti quando ti prepari per girare?

Sì, sul set di base si arriva tra le 6 e 30 e le 7 di mattina e al camper del trucco già si viene investiti di musica e magari fuori non è neanche l’alba. Solitamente la “selecta” spetta al caporeparto trucco o capelli…Per quanto riguarda la recitazione invece nelle scene più difficili ho sempre usato la musica come apripista. Per disperarsi a comando, commuoversi, ripetere 25 volte la scena e rievocare uno specifico sentimento la musica è una mano santa. Basta scegliere la canzone giusta per prendere la rincorsa emotiva e poi crollare! Però ecco, è faticoso, difficile e richiede una grande concentrazione. Per me senza musica sarebbe impossibile.

Sei impegnata su molti fronti. Tv, cinema, radio, musica. Tutto questo trovi che per certi aspetti possa essere un tuo limite o al contrario una contaminazione di così tanti canali comunicativi è il mezzo del tuo successo?

Non lo vedo come un pregio o un difetto è semplicemente la mia natura, ho una formazione teatrale, un B.A. in Performing Arts: per me un concerto è teatro. Nelle tragedie e nelle commedie della Grecia antica c’era tutto: musica, danza e parola. Poi si pensa generalmente a Eschilo e Aristofane come drammaturghi e teatranti. Ma all’origine il teatro era pieno di musica e anche di coreografie. La comunicazione dei canali comunicativi è all’origine di qualsiasi rappresentazione. E poi per me è anche un modo di nascondermi, mettermi una maschera e recitare, trasformarmi e divertirmi.

Tanti festival, tante rassegne e poche donne presenti su questi palchi. Non ti chiedo dove sia il problema ma quale sia la soluzione secondo te?

Non saprei. È una questione culturale. La soluzione è aiutare le donne ad alleggerire il ruolo di moglie e madre che la società da secoli mette loro sul groppone. Nonostante immagino sia un privilegio e un’emozione, fare figli non può essere un ostacolo. La soluzione sta nelle politiche sociali. Non lo so, è difficile mettere nero su bianco, proposte e risposte perché questa delle donne è la Questione.Non solo nella musica, ma in molti altri contesti lavorativi. In quelli artistici ma anche in quelli privati, familiari. Non so la soluzione quale possa essere ma è tutto collegato: la cultura è solo uno specchio della società. 

La Margherità del futuro continuerà a percorrere più strade o, alla fine, una prevarrà sulle altre?

Non so. Per me le strade si intrecceranno sempre. Sono lavori molto diversi. Stiamo a vedere. Io un’idea ce l’ho…

Margherita Vicario, in breve

Nasce a Roma nel 1988. Si laurea nel 2009 all’Accademia Europea d’Arte Drammatica e inizia a lavorare come attrice soprattutto per fiction e film per il cinema e la televisione. Al cinema con Fausto Brizzi, “Zoro” Diego Bianchi, Antonio Manzini, Woody Allen; in televisione (I Cesaroni, Benvenuti a Tavola, I Borgia, Il Candidato). La passione parallela per la musica la porta a fare parte per tre anni del gruppo ‘Marcello e il Mio Amico Tommaso’ come corista e percussionista. Nel gennaio 2018 viene scelta da Massimo Gramellini, accanto ad Ambra Angiolini, per far parte del cast fisso, con la sua band, della trasmissione in onda in prima serata su RaiTre “Cyrano. L’Amore fa miracoli”. È del 2018 l’ingresso nella scuderia INRI con cui pubblica i primi due singoli che anticipano il secondo album: “ABAUE’ – Morte di un Trap Boy” e “Mandela”, entrambi prodotti da Davide DADE Pavanello.