Entrambi siete presenti da molti anni nella scena live veronese. A quali cambiamenti avete assistito in questi ultimi anni della nostra realtà musicale?

Siamo stati distanti qualche tempo dalla musica suonata per rivitalizzare la forza compositiva, quindi risponderemo più da spettatori/ascoltatori che da reali attori della scena locale. Rispetto a qualche tempo fa ci pare che la proposta d’inediti a livello Verona e provincia sia cresciuta di qualità. Progetti come Sequoyah Tiger, Wows o i 3Tons, pur avendo connotati artistici completamente differenti sono perfettamente credibili in contesti internazionali. La provincia non è più provinciale; per una città così culturalmente e storicamente rilevante è aria fresca. Ci ha sempre stupito che Verona negli anni dell’Indie fine ’90/primi ’00, non abbia prodotto nessuna band realmente di successo nel panorama underground. La bellezza è dappertutto qui, dovrebbe essere la naturale evoluzione creare cose importanti. La scena (degli organizzatori) dei live invece è fatta di martiri, gente che si è “sbattuta”, si “sbatte” e speriamo si “sbatterà”, in cambio di critiche e perdite di denaro. Ai concerti “non-evento” c’è sempre meno gente e questo vale soprattutto a Verona. Pensare di aprire un locale che si occupa essenzialmente di questo è esattamente come pensare di buttarsi nell’Adige. Grazie a chi l’ha fatto con passione.

Il vostro primo album è un disco passionale, pieno di istinto e di sperimentazione. Tante collaborazioni lo impreziosiscono. Vi siete lasciati davvero andare nella stesura dei pezzi o c’è molto più ragionamento di quello che sembra?

È un disco esattamente anti-ragionamento, la produzione artistica non ha nessun tipo d’indirizzo prestabilito. La cosa ha funzionato in questi termini: avevamo bisogno di suonare, abbiamo allestito un mini studio ad Isola della Scala per essere sempre pronti a catturare il suono e abbiamo semplicemente cominciato a creare un pezzo dopo l’altro partendo da un riff di chitarra o da un suono di synth. L’unica cosa che abbiamo deciso è stata proprio quella di non stare troppo sui pezzi a livello di overdub finali e fronzoli vari, ci siamo dati un massimo di due prove per chiudere i pezzi. Siamo del parere che se una cosa non nasce e cresce in poco tempo forse deve rimanere dov’è. Il rischio è che qualcosa di meglio si può sempre sicuramente fare, ma tenendo le cose aperte troppo tempo si perde l’istinto. Le collaborazioni sono nel DNA di Oui! The North. È un progetto ambizioso dove ci siamo noi che facciamo quello che vogliamo, con chi vogliamo.

Parliamo di collaborazioni e devo ovviamente porvi questa domanda. Cosa vi ha lasciato aver collaborato con Giorgio Canali?


Giorgio è un musicista reale in un mondo finto. Ha il pieno controllo di quello che fa e l’umiltà assoluta di rapportarsi in maniera totalmente naturale con tutti. Veniamo dal mondo CCCP/CSI/PGR e da tutte le sue produzioni storiche del passato ed era naturale chiedergli di intervenire su Piccole Abitudini che unisce la nostra volontà di essere una macchina da colonne sonore vivente e la sua voce incredibilmente profonda. Non meno importanti sono le altre “presenze” fisiche e non del primo disco e dell’Ep che uscirà. Stiamo lavorando ad un progetto per dare una forma live stabile a Oui! e Mecchi sarà sicuramente la voce principale sul palco, ci sentiamo bene con lui e ha sempre la giusta dose d’intensità senza prendersi troppo sul serio, sarà la voce di due brani anche sul nostro nuovo EP. Ti “spoileriamo” oltretutto che ci sarà anche una collaborazione con Giudi (Giuditta Cestari) in un pezzo veramente solenne. Lei ha una voce fuori dall’ordinario. Il sogno resta Max Collini al quale ovviamente facciamo un appello.

Dove andrà questo vostro 2020?

Ci auguriamo di rimanere freschi e suonare in poche pizzerie e tanti posti belli come il MAG (Mag Festival, ndr). Uscirà il singolo It’s a Burning Valley a giorni e un EP fra poche settimane; inizialmente l’uscita era prevista per metà gennaio, ma è stato tutto leggermente posticipato per dar il giusto spazio alla collaborazione con Giorgio che ha occupato un po’ più tempo del resto. Dalla prossima uscita dovrebbe arrivare anche la nostra prima colonna sonora ufficiale, ma è meglio parlarne a giochi fatti. Speriamo.