A sinistra la protagonista de "La città incantata" Chihiro (illustrazione di Samantha De Bortoli). A destra Mando e Baby Yoda di "The Mandalorian".

L’Angolo del Cinema è lo spazio dedicato ai grandi film e alle serie tv: le curiosità, i retroscena e i riconoscimenti delle produzioni d’Oriente e d’Occidente. Cosa guardare stasera? Ecco due proposte tratte dalle puntate andate in onda su Radio Adige TV, canale 640 del digitale terrestre.

La città incantata 

di Samantha De Bortoli

La sparizione di Chihiro e Sen (千と千尋の神隠し) è un film d’animazione del 2001 diretto da Hayao Miyazaki e ispirato al romanzo della scrittrice Kashiwaba Sachiko Il meraviglioso paese oltre la nebbia del 1987.

La trama. Protagonista è Chihiro, una bambina di dieci anni che si introduce, senza rendersene conto in un primo momento, in una città incantata abitata da yōkai (“spiriti” in giapponese, ndr) insieme ai genitori. A causa della loro ingordigia, i genitori della bambina vengono trasformati in maiali dalla potente maga Yubaba, per essersi cibati dei pasti riservati agli spiriti clienti del centro termale che lei stessa dirige.  Per liberare i suoi genitori, Chihiro decide di restare nella città: sarà l’inizio di numerose avventure.

La critica. Rotten Tomatoes: 97%. Il film ha vinto l’Orso d’Oro alla 52esima edizione del festival internazionale del cinema di Berlino (caso finora unico nella storia degli anime) e l’Oscar per il miglior film d’animazione nel 2003.

Curiosità. Uscito il 20 luglio 2001 è divenuto ben presto il film di maggior successo della storia del Giappone, incassando circa 330 milioni di dollari nel mondo. A occuparsi dell’adattamento e della supervisione negli Stati Uniti fu la Walt Disney. In Italia il film uscì nella 2003, distribuito dalla Mikado; poi fu riprogrammato nelle sale nel 2014 con un nuovo adattamento targato Lucky Red. In Cina uscì solo nel 2019.

Il titolo originale Sen to Chihiro no kamikakushi contiene il termine kamikakushi, che significa letteralmente “occultamento attuato da un kami”.  In Giappone vi è la credenza che, quando una persona, soprattutto un bambino, scompare improvvisamente sia colpa dei kami, ovvero delle divinità dello shintoismo. Una volta riapparso, solitamente lontano dal luogo della sparizione, il bambino non ricorda nulla di quanto accaduto. 

Osservazioni tematiche. I temi affrontati dal film sono principalmente tre: in primis, il rito di passaggio, di cui sono emblematiche le scene di apertura e chiusura. La città incantata si apre con una Chihiro fragile, in preda alla noia, «vulnerabile», per citare il termine scelto da Miyazaki in un’intervista, nel sedile posteriore dell’auto dei genitori; nella chiosa finale è invece una bambina «piena di vita, che ha appena affrontato il mondo intero». In secondo luogo, il recupero e valorizzazione della tradizione: secondo Miyazaki i bambini di oggi crescono vincolati alla tecnologia, quindi l’obiettivo è quello di recuperare e valorizzare le antiche tradizioni, parte fondamentale dell’identità di ciascuno di noi. Infine, la riflessione sull’ecologia e l’inquinamento: il riferimento più evidente è quello della scena della ripulitura della divinità del fiume, che giunge alle terme trascinandosi dietro fango, detriti e rifiuti, ma grazie all’aiuto di Chihiro torna a scorrere limpida e potente.

The Mandalorian

di Giorgia Preti

“The Mandalorian” è una serie tv statunitense del 2019 creata da Jon Favreau e prodotta da Lucasfilm. La serie si divide in due stagioni, ma è ancora in produzione. Disponibile su Disney+, “The Mandalorian” è la prima serie televisiva live action legata alla saga di “Star Wars”.

La trama. La storia è ambientata circa cinque anni dopo l’episodio VI di Star Wars, “Il ritorno dello Jedi”, e ben 25 anni prima delle vicende che sono state narrate nell’episodio VII: “Il risveglio della forza”. Protagonista è il Mandaloriano, conosciuto anche come “Mando”: un cacciatore di taglie che fa parte della gilda dei “Figli della ronda”, seguaci del cosiddetto “Credo di Mandalore”, dal nome del pianeta nativo che fu distrutto dall’Impero. Grande guerriero, dall’animo freddo e calcolatore, gli viene commissionato un incarico: recuperare un “bambino” per un ex ufficiale dell’Impero. In realtà il bambino si rivela essere una creatura della stessa specie del maestro Yoda e, proprio come il maestro jedi, sa usare la “forza”. Intuendo che il piccolo è in pericolo nelle mani dell’Impero, il Mandaloriano lo riprende con sé dando il via a una caccia all’uomo che porterà Mando e il piccolo “Baby Yoda” a esplorare in lungo e in largo la galassia tra un’avventura e l’altra.

Premi e critica. Rotten Tomatoes: 93% del gradimento per la critica, 91% per il pubblico. “The Mandalorian” ha vinto sette Primetime Creative Arts Emmy Awards.

Curiosità. Gli episodi sono diretti da diversi registi: tra questi Bryce Dallas Howard, Taika Waititi e anche Robert Rodriguez. Inoltre, il Mandaloriano, appare per quasi tutta la durata della serie tv con indosso il casco che, per il suo credo, non può togliere in presenza di altre persone. Per questo l’attore principale, ossia Pedro Pascal, è stato facilmente sostituito da altri stuntmen senza problemi, perché non serviva apparisse a viso scoperto. Un’altra particolarità riguarda, invece, le riprese, effettuate con un “video wall”: le location erano proiettate su un maxischermo semicircolare a led, che ha eliminato in gran parte la necessità di realizzare riprese in esterno.

Osservazioni tematiche. Tema principale di questa serie tv è il legame paterno che si sviluppa nel corso della serie tra il Mandaloriano e il bambino. Un tema che ritorna spesso, più in generale, nella saga di “Star Wars”: da Obi Wan Kenobi, mentore di Luke Skywalker, a Darth Vader che si rivela essere il padre di Luke. Un altro tema importante è quello della redenzione: nel corso della serie saranno tanti i personaggi con un passato discutibile che passeranno al cosiddetto “lato chiaro della forza”. Lo stesso Mandaloriano, grazie al bambino, si trasformerà, pian piano, da mercenario spietato a padre adottivo premuroso.

Articolo precedenteVeronesi Protagonisti 2021: Dino De Paoli
Articolo successivoSignorvino apre nella capitale: nuova enoteca in centro a Roma