Non vorrei scomodare personaggi famosi ma “ogni cosa a suo tempo” è una frase che va sempre bene. Quando si è alle prese, magari per la prima volta, con capricci, scene memorabili in mezzo alla strada, in negozio, pianti inspiegabili perché avete osato mettere la tazza con la faccia di Masha e Orso a sinistra e non a destra, il pensiero dell’adolescenza non è la vostra priorità.

Il bambino verso i due anni, cito testualmente un rinomato manuale di pedagogia «sta gradualmente imparando ad affermarsi come persona unica e distinta dai genitori e vuol far emergere il suo carattere». Se ne sono sicuramente accorti i nostri vicini di casa. Alla sera per infilare il pigiama alla piccola partono certe urla che trovo tuttora strano che la polizia non abbia ancora bussato alla porta. Ultimamente poi, per lamentarsi di qualcosa che non vuole indossare: un berretto, una forcina, le calze, subito ti trapana i timpani con un bel «no voio!», e poi grida «aiutooooooooo» con tutte le implicazioni che comporta e con tutte le “o” che ho scritto. Quando fa così, mi si gela il sangue e spesso mi tocca accontentarla: la vergogna ha il sopravvento.

Se incontro qualcuno per le scale, sfoggio un sorriso per sembrare la madre più brava e paziente del mondo e balbetto a testa bassa «scusate, è una fase». Sbagliatissimo, lo so ma la cantano facile i vari psicoterapeuti-blogger che disperatamente interroghiamo come la Sibilla su internet. E le risposte quali sono? Sempre quelle! Dovete dare dei no sicuri e coerenti, non dovete dare punizioni, dovete comprendere, dovete illustrare i motivi per immagini, dovete, dovete… ma mi chiedo «questi signori hanno dei figli o dei burattini ammaestrati?». Insomma, dimenticate la lista dei “to do” adesso va di moda quella dei “must”, altrimenti (rullo di tamburi), vostro figlio non avrà un sano sviluppo psicologico.

E qui le immagini che passano nella testa di una mamma sono le peggiori possibili. Personalmente ogni tanto mi prendo della “molla” come diceva Malesani, altre volte sono troppo severa. Forse il vero trucco per queste piccole pesti che stanno crescendo, è far decidere loro qualcosa che, in realtà, vuoi anche tu, genitore. Questa deve essere la nostra abilità che, se esercitata con costanza, darà i suoi frutti.