Insomma, elogiare questi comportamenti da super eroina credo sia profondamente sbagliato, sarebbe invece utile mostrare senza vergogna la propria normalità e le fragilità. Fra l’altro, tutta questa prontezza io non ce l’ho nemmeno per fare le valigie che tante di noi in questi giorni si accingono a preparare. Mi è già spuntato un brufolo sul mento per notificare il mio stato d’ansia pre-vacanziera. Le buone intenzioni, devo dire, ci sono. Quando torno dalle ferie dell’anno precedente, ho in mente un piano perfetto alla “Occhi di gatto” per fare i bagagli non dimenticando nulla, salvo poi ritrovarmi a due giorni dalla partenza (è questo il caso) ad aver solo spostato da un letto all’altro, dal comò alla scrivania, i vestiti delle bambine ed aver comprato la crema solare più costosa del mondo, selezionata dai migliori farmacisti che sanno sempre come convincermi (capita anche a voi?!).

Ora infatti dovrei passare ai vestiti di noi genitori e selezionare solo capi abbinabili come insegna la grandissima Marie Kondo, che, con tutto lo sforzo possibile mi porta via un sacco di tempo ed energie, per niente purtroppo. Sì, perché poi, mentre io cambio l’abito ogni sera, mio marito che ripone bonariamente la sua fiducia in me, si deve gestire con al massimo due magliette a settimana, che in estate, al mare, a 40° gradi di media, non sono un granché. Il mostro finale resta per me sempre il beauty, con un elenco di medicinali imbarazzanti per le nanette che ogni anno dimostrano la loro qualità migliore: il tempismo. Presente anche una crema corpo anti-cellulite e tonificante nuova che non aprirò mai. Così. Le scarpe? Un bel sacchettone finale e tutte dentro. 

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