Sì, con noi genitori, 24h su 24h, 7 giorni su 7, senza pausa alcuna. Sicuramente non con i nonni. Come ci spiegano gli illustrissimi virologi Mantovani, Capua, Burioni: «è ancora troppo elevato il rischio che gli anziani possano essere infettati, poiché i pazienti più a rischio restano sempre loro».La nostra Costituzione riconosce alla famiglia una posizione fondamentale all’interno della società ma senza l’aiuto dei nonni, in termini di accudimento, tempo e anche di spese in certi casi, la tanto osannata “famiglia” di cui tutti si preoccupano (e per la quale però nessuno fa niente), potrebbe avere dei cedimenti importanti e non ditemi che in questa quarantena non ve ne siete accorti. 

Spesso mi faccio guidare dal motto “mal comune, mezzo gaudio”. La consolazione ma soprattutto la consapevolezza che i problemi sono condivisi, credo ci faccia sentire meno soli. Quindi, care mamme, non sentitevi in colpa se in questi mesi di “reclusione”:

–       Avete, almeno una volta sperato che Santa Apollonia, invece di portarsi via il dentino, si portasse via anche i vostri piccoli mostricciatoli, per un giorno, forse due, facciamo tre?

–       Avete provato a lievitare il pane ma più di un sasso colorato di bianco di farina sopra, non siete riuscite a fare;

–       Avete buttato via una serie di disegni sparsi in giro per la casa in un impulso irrefrenabile e schizofrenico di fare ordine, cercando di non farvi vedere ma avete fallito e vi siete sentite tremendamente in colpa;

–       Avete giocato a nascondino in casa, barando sulla conta per avere il tempo di bere un caffè in santa pace o per fare pipì da sole;

–       Avete fatto la pasta e non va bene, la minestra e non va bene, il riso e non va bene e avete capito che l’unica cosa che va bene NON esiste;

–       Avete sbottato (si può dire?) all’ennesima mamma “perfetta” che manda in chat o posta sui social la foto dell’arcobaleno di “Andrà tutto bene”, con vicino un sorriso a trentaseimila denti, quando a casa vostra, l’unica cosa che va bene è l’abbonamento a Disney +;

–       Avete tirato in ballo tutti i santi, quando dopo lunghe e attente riflessioni, la ceretta comprata su Amazon (cosa alquanto poco etica, lo so), è stata spalmata dai vostri nani sul copriletto matrimoniale;

–       Vi siete versate qualche bicchiere di vino in più, facendo credere fosse Coca-Cola o di vino bianco spacciandolo per tè (scegliete voi);

–       Avete fatto fare un giro nella lavatrice a Cicciobello, l’unico che può farlo fra l’altro, secondo l’ultimo decreto, o il penultimo? o il terzultimo? o il primo? Non mi ricordo;

–       Quell’“accipicchia” di intruglio di tempere e lievito (esaurito ovunque), essenziale per riprodurre i lavoretti proposti dalle maestre, non vi si gonfia mai e le vostre figlie ve lo fanno sempre notare (vedi anche il punto 2);

–       Avete fatto finta di capire come funzionano le nuove disposizione dei registri elettronici della scuola, salvo poi inanellare una serie di figuracce con gli altri genitori;

Ecco, se è capitato anche voi, non preoccupatevi perché capiterà ancora. 

P.S. Come si dice, in ogni scherzo, c’è un briciolo di verità.

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