Chi sono le Family Travel Bloggers di cui sentiamo tanto parlare? Sono mamme o famiglie che vivono viaggiando insieme ai propri figli, documentando sul web, sui social in particolare, le loro avventure ed esperienze. Fanno del loro vissuto un lavoro vero e proprio, guadagnando di fatto, attraverso le sponsorizzazioni.

Se si è viaggiatori è difficile non esserlo anche quando si diventa genitori. Noi ancora ci proviamo ma talvolta è difficile ed una buona organizzazione è indispensabile. Ancora quando indossavo i miei “occhiali da gravidanza”, credevo che girare il mondo con i bimbi fosse una passeggiata, tanto che siamo partiti presto con la nostra figlioletta per un tour, rigorosamente fai da te, delle capitali europee. Vi dico solo che la mia bimba, a maggio, ha preso un’influenza terribile con annessa otite che ci ha tenuto bloccati all’Ibis di Amsterdam (l’albergo più vicino all’aeroporto) per ben tre giorni perché non poteva volare.

Facendo un’analisi razionale, ritengo che per decidere di vivere così, ci vogliano una certa disponibilità economica, tanto tempo o un lavoro estremamente flessibile da gestire da remoto, una “piccola dose di follia” ed una elevatissima sopportazione dello stress. Dimenticavo una cosa basilare: la costanza. Quella di scrivere sul blog, postare, fotografare, realizzare video significativi, divertenti, ogni sacrosanto giorno.

Per esempio, ditemi con franchezza quante foto belle siete mai riuscite a fare ai vostri figli? È complicatissimo dai. Per uno scatto decente spesso si deve arrivare a trattare: un lecca lecca, le gommose, una gita a Gardaland. Immaginate di doverne fare più di uno, consecutivamente, con l’autoscatto…no comment! Gli abiti poi, sempre alla moda e stirati: io faccio l’asciugatrice modalità “ripiegare” e le magliette escono stile carta geografica. L’ultima volta mio marito mi ha chiesto come avevo fatto a trasformare la nostra tovaglia in formato 3D, tante erano le pieghe. Loro invece sono in viaggio, in un camper magari o in una tenda, a dimostrare la loro grandissima capacità di adattamento e sono perfetti… mai un’occhiaia, una malattia? Ma è realmente cosi? L’ultimo viaggio che abbiamo fatto, con la storia delle partenze intelligenti, ci siamo alzati alle 4. Secondo voi avevo voglia di truccarmi e di farmi una foto? In aereo ne ho fatte alcune ma le mie figlie avevano i capelli talmente elettrici, a causa dei sedili ultra-sintetici di Ryanair, che mi sembrava di essere al liceo quando la profe ci spiegava l’elettrostatica con la pelle di gatto. Ad una mamma professionista queste cose non succedono.

Mi piace tantissimo l’idea dei bambini alla scoperta del mondo, ma tutto ciò che si vede spesso non è realistico. Sono sicura avranno anche loro problemi e disagi, che si guarderanno bene dal pubblicare sui social. Lasciatemi dire (le mie amiche Travel Blogger mi perdoneranno) che un po’di egoismo genitoriale c’è: i bambini hanno bisogno di lentezza, di routine almeno in alcune fasi della loro vita.