Da mamma, più le mie figlie crescono, più mi rendo conto di quanto sia vero ciò che diceva Enzo Mari, maestro del design italiano: «Il gioco è una faccenda molto seria, non gli (al bambino, ndr) serve a passare il tempo, ma a capire il mondo».

Nella bulimia di proposte commerciali che assalgono letteralmente genitori e figli trovo, alle volte, difficile scegliere il gioco giusto anche solo per fare un regalo. Preferisco (ma ammetto che non sempre riesco a farlo) non comprare oggetti di plastica e optare per qualcosa in cui il bambino non sia spettatore ma protagonista del suo gioco, nel modo in cui solo lui deciderà. Certo, quando passo davanti al nostro giornalaio, fra l’altro persona davvero cordiale e simpatica, i giornaletti da 4,99 € si palesano sfacciatamente davanti agli occhi rapiti delle mie nanette e, con le loro tre lucide pagine in croce e un gadget dal valore prossimo al nulla, come macchine fotografiche delle principesse Disney, tatuaggetti (cit. Elio e le Storie Tese) dei Paw Patrol, cellulari coloratissimi con suoni fastidiosissimi, improbabili tazzine di Hello Kitty ma soprattutto abominevoli slime dei MecontroTe,  che si rompono solo a guardarli, è impossibile passare oltre. In meno che non si dica, dallo scaffale del negozio passano direttamente nelle nostre case, negli zaini, nelle borse, nelle borse di altre persone sconosciute e si accumulano senza senso e senza possibilità di essere buttate via. Le loro piccole parti, come d’altronde anche quelle di puzzle, lego o altri graditissimi giochi fatti da mille pezzi (servono proprio tutti?) si confondono nel vortice casalingo e non puoi nemmeno rischiare di gettarli: se fossero frammenti del tuo nuovo aerosol supersonico che dalla fretta hai chiuso male lo scorso inverno? Non potresti mai perdonartelo. 

Oltre a questi vogliamo parlare di tutte le cineserie, perdonate ma mi riesce difficile definirli giochi, che l’estate ci ha fatto guadagnare? Spara-Bolle effervescenti che a casa non si ricaricano più, pinguini gonfiabili che mi ritrovo puntualmente a fissarmi in doccia e questi super trendy pin-up, push-up (ma non era un reggiseno per piatte come me?) dall’effetto anti-stress: si può sapere per chi?

Care mamme, siamo umane ed è normale essere combattute tra la voglia di accontentarli, quella di non viziarli e, perché no, di salvare il pianeta visto la quantità enorme di plastica usata per questi giocattoli, quindi mi raccomando: non esageriamo e usiamo il buon senso.

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