Isabella non è mamma ma è come se lo fosse perché ha un «profondo senso di responsabilità di premura, cura, dedizione verso la sua città e suoi concittadini». Avrete sicuramente già sentito parlare di lei, è la sindaca che, «combattendo l’evasione fiscale, è riuscita a rendere gratuiti tutti gli asili nido della sua città. La sindaca che in questi mesi di lockdown, ha tenuto compagnia agli anziani del suo paese, chiamandoli uno per uno al telefono». E soprattutto è la sindaca degli hula hoop, delle giornate del saluto. Ha aperto la strada a tante altre amministrazioni comunali italiane che, ammirando la sua tenacia e capacità organizzativa hanno copiato, grazie a Dio appena in tempo, quell’ultimo giorno di scuola «fatto di una miscela di emozioni, dal desiderio di iniziare le vacanze, dalla nostalgia malcelata per quei compagni di classe che non si rivedranno per un po’».

Sì perché mentre «tutta la nostra classe dirigente nazionale, di ogni colore, si è dimenticata dei bambini», lei in una lettera pubblicata sui social scrive a tutti i ragazzi e bambini: «Ho pensato che una classe alla volta, ci troveremo al parco della Resistenza, nella grande distesa verde, oltre il Rio Polo. Lì troverete cerchi colorati a terra, distanziati l’uno dall’altro e uno per volta, potrete sedervi al centro del cerchio che vi verrà assegnato, in questo modo potrete salutarvi, guardandovi tutti negli occhi, potrete salutare i vostri insegnanti. Gli hula hoop sono un simbolo, sono il cerchio che si chiude, per aprire un ciclo nuovo. In sicurezza, ma ci sarà». Voi care mamme siete riuscite a far partecipare i vostri figli ad una festa di passaggio? Per fortuna personalmente, spinta da una rabbia contro il mondo che mostrava davvero poca considerazione verso i nostri cuccioli, ho fatto di tutto per cercare di far avere un momento conclusivo alle mie bimbe. Ci sono state chat infuocate, tanti malintesi, paure inutili ma anche tanta coesione, energia, ottimismo, insomma di tutto di più. Alla fine, vederli insieme cantare la canzone dei remigini, con quel sorriso di timidezza, gioia e incredulità insieme, mi ha fatto sentire una mamma un po’ in meno in colpa, perché è così che ci sentivamo noi genitori almeno fino a quando non abbiamo potuto regalare ciò che spettava ai nostri figli e che a noi, da piccoli, non è mai mancato. La maestra poi è stata la figura chiave di tutto, come sempre. Affettuosa e speciale. Due parole verso i suoi gabbiani, pronti a volare alle elementari ed eravamo tutti emozionati. A volte serve il coraggio di “osare”, di chiedere per restituire attimi di felicità incontenibili.

Ed ora? Vacanze! Per tanti di noi le ferie di quest’anno hanno un altro nome: centri estivi. Altro concetto ma stesso prezzo. Per chi invece parte davvero, un consiglio: armatevi di mascherine di ogni tipo, Elsa e Anna, Minnie, Pija Mask, Gormiti, guanti o amuchina (che i bimbi adorano e mi chiedo ancora perché?) e, di tanta, tantissima pazienza non tanto, per i nostri pargoletti ma per tutti quegli “intelligentoni” che si aggirano per le spiagge senza mascherina e senza tante precauzioni. Facciamoci gli auguri cari genitori, ne avremo bisogno. Intanto buona estate a tutti.