Purtroppo, soprattutto per chi ha ancora figli piccoli, le ferie non sono sempre sinonimo di relax, anzi. Direi che una vera vacanza al mare si può definire tale solo se si realizza almeno una di queste cose:

  • vostro figlio/a si alza cantando “contigo, amigo, col frigo, mi vida, bailando, corazon” praticamente tutti i tormentoni possibili dell’estate, complice la baby dance serale o una qualsiasi radio accesa in questo periodo. E, anche se cercherete di erudirli dalla mattina alla sera con Mozart e Beethoven o all’opposto con il punk o il metal più nero, la più gradita in assoluto resterà “per siempre” la musica latino-americana;
  • tempo due giorni di mare, vento, onde e la vostra (alquanto sconosciuta) brevissima sensazione di pace che arriva inesorabile sua maestà, La Febbre.
  • dal megafono dei bagni vi avvisano che un bambino cerca la mamma… ma non era andato a fare un tuffo con il papà?
  • avete appena finito di spalmare la crema ai vostri nanetti, dopo averli rincorsi per kilometri imprecando e pregando allo stesso tempo ma esattamente un secondo dopo (forse meno di un secondo) cadono sulla sabbia effetto cotoletta e io non ci trovo mai nulla da ridere;
  • la parola “no” è inaccettabile ai più, soprattutto quando gli negate di andare in acqua se non sono passate almeno due ore dal pranzo. Noi genitori italiani su questo siamo irremovibili ahimè.
  • al mattino vostro marito prima di andare in spiaggia si trasforma in un mulo da soma: ombrellone, ciambella, braccioli, materassino, creme solari 50, biberon, ciuccio doppio, pannolini, vasino (per i più tenaci), pizza, frutta, acqua, bibite…«bibite fresche, cocco… cocco bello» (argh!)

La verità è che nonostante tutto, non vediamo l’ora di andarci perché, mai come quest’anno, ne abbiamo tutti veramente bisogno. E allora… buone vacanze!

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