Maddalena Vantini nel 2011 ha lasciato l’avvocatura e lo studio di cui era associata, per dirigere il Centro Scolastico Gavia e, successivamente, anche la Scuola dell’Infanzia ABiCi. Attualmente il suo incarico comporta la gestione della struttura e dei rapporti con i genitori, le docenti, il personale amministrativo e gli organi istituzionali

Come state gestendo la ripresa della scuola?

Per quanto riguarda la ripresa, in assenza di indicazioni precise stiamo ipotizzando vari scenari: la fortuna della nostra scuola è quella di avere grandi spazi, molti accessi e un grande giardino per cui vogliamo riprendere con la didattica in presenza: le linee guida ad oggi indicano uno scaglionamento in entrata e in uscita; gruppi il più possibile “chiusi”e banchi a distanza e, cosa veramente importante, un patto di corresponsabilità con le famiglie per l’accesso a scuola dei bambini e dei ragazzi in sicurezza, in modo da consentire ai genitori una ripresa serena anche dal punto di vista professionale.

Il rapporto con gli alunni come è stato?

La relazione educativa, che non si è mai interrotta in questo periodo, ha però bisogno di uno sguardo, di un incontrarsi e specchiarsi dei ragazzi negli occhi dei docenti che solo può dar vita ad un apprendimento autentico. Questo è l’obiettivo di settembre.
Per la terza secondaria di primo grado, che non ha potuto svolgere gli esami in presenza, avevamo già ipotizzato, prima delle indicazioni ministeriali, la preparazione e presentazione davanti alla commissione riunita, ovviamente via meet, di un elaborato che riguardasse le materie collegandole tra loro: come sempre accade i ragazzi e le ragazze ci hanno stupito per l’impegno, la fantasia, la profondità. Noi abbiamo potuto fare questa presentazione prima della fine della scuola per cui, finalmente, tutti i nostri alunni possono smettere la realtà virtuale e buttarsi nel reale.

Quali sono stati gli effetti di questa quarantena?

Sarebbe bello poter dire che questa situazione ha generato solo effetti positivi, ma così non è: ci sono state difficoltà, tante, e senza il supporto delle famiglie nulla sarebbe potuto accadere: ovviamente le stesse famiglie hanno risentito della grande fatica di affiancare i figli e dover occuparsi e preoccuparsi del lavoro, dei figli piccoli, della gestione complessa della chiusura. Arrivati però a metà giugno la sensazione è che ci troviamo ancora in una situazione confusa, che la scuola e i ragazzi siano in coda, mentre dovrebbero essere al centro dei pensieri e delle azioni; che la ripresa riguardi tutti tranne loro.

Che riflessioni si possono fare a questo punto?

Se posso aggiungere vorrei sottolineare che anche il conflitto ideologico che impedisce una reale parità tra le famiglie che scelgono la scuola pubblica statale e quelle che scelgono la pubblica paritaria, sta creando le premesse per una ripresa a settembre molto difficile. Questa poteva essere veramente l’occasione per riconoscere a tutti i genitori il diritto – di dovere di scegliere la scuola che desiderano per i loro figli, indipendente dal censo o dal numero dei figli ma ad oggi sembra l’ennesima occasione sprecata, non tanto per le scuole ma per le famiglie di questo paese.

Articolo precedenteCinema, si riparte! L’estate con Believe Aps
Articolo successivoChiesa online, l’esperienza della Comunità Pastorale di Salizzole