Giacca

Non c’è passerella che per questo autunno-inverno abbia dimenticato la giacca, nelle sue infinite varianti, capo indispensabile sia in occasioni casual che più formali. Ma che origini ha la giacca? La parola “giacca” deriva dal francese “Jacques”, il nome dato ai contadini che durante la rivoluzione del XIV secolo indossavano un indumento apribile sopra degli altri capi d’abbigliamento. All’inizio si trattava dunque di una mise da uomo, tuttavia il concetto di blazer (la giacca come pezzo unico e non abbinata a un tailleur) fu stravolto dall’avanguardista Coco Chanel che la propose per prima nelle sue sfilate, lanciando uno stile che ancora oggi è considerato iconico, un must-have dell’eleganza. Mentre negli anni Cinquanta Chanel abbinava il suo modello dal taglio essenziale, senza colletto, con gli inconfondibili bottoni e la trama di tessuto a gonne lunghe al ginocchio, furono Yves Saint-Laurent, accompagnandola al pantalone, e soprattutto Giorgio Armani con la sua versione “destrutturata” a consacrare questo capo come assolutamente genderless. Negli anni venne sottoposta ad un processo sartoriale che la alleggeriva, annullava fodere, imbottiture e rinforzi, trasformandola così in unisex, comoda ma sofisticata al contempo. Fu proprio il grande stilista italiano a dar vita a ciò che oggi si chiama “smart casual”: lo stile della donna emancipata che ama coniugare “la disinvoltura della quotidianità alla ricercatezza di uno stile professionale”. Il messaggio era importante, “le donne non dovevano più vestirsi da donne e gli uomini da uomini”. Si narra che abbigliando con un blazer per la cerimonia degli Oscar (è il 1978) Diane Keaton, ottenne quella visibilità internazionale che non lo abbandonerà mai più.

Tantissimi i modelli di blazer, dagli anni Settanta fino ai nostri giorni: un look sempre raffinato, mai volgare. È l’alleato ideale da agguantare al mattino senza pensare troppo. Di giorno gli outfit più gettonati sono in coppia con mini-dress e stivaletto o un paio di flat shoes, con jeans e t-shirt, con la più classica camicia bianca, meglio se di seta o con un bel pantalone palazzo e tacchi. Di sera invece, è perfetta per sdrammatizzare un abito lungo e un po’ impegnativo oppure insieme a un tubino nero più metropolitano, dal tocco glamour. Molto trendy insieme ad un dolce vita leggero, rigorosamente ton sur ton.

L’importante è tenere sempre a mente che “L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare” (G. Armani).

banner-gif
Articolo precedenteVerona e la Repubblica Veneziana
Articolo successivoLotta “al luogo comune”