Autore: Luis Sepúlveda – traduzione Ilide Carmignani

Titolo: Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza

Edizioni: Guanda Srl.

Prezzo: 10 Euro

Pagine: 95

Consigliato a ragazzi/ragazze dai 9 anni in su

Il libro: Racconta la storia di una giovane lumaca che desidera avere un nome e capire il perché della sua lentezza. Non si rassegna che «è la vita e non c’è niente da fare», abbandona il suo gruppo di lumache «abitudinarie» e se ne va. Incontra per primo il gufo che le dice «sei lenta perché hai sulle spalle un gran peso»; poi incontra la tartaruga che le permette di dormire sul suo carapace. Al risveglio, incamminandosi insieme, la tartaruga racconta la sua vita con «gli esseri umani che crescono e dimenticano», la chiama «Ribelle» e la accompagna a vedere gli uomini che stanno costruendo case e strade, sacrificando prati e alberi. Questo impaurisce la lumaca, ma la tartaruga le ricorda «un vero ribelle conosce la paura ma sa vincerla» e la lascia sola a decidere.

Ribelle torna dalle compagne e lungo la strada incontra formiche e molti altri animali: li mette in guardia e tutti ringraziano. Non così le lumache. Però le invita a lasciare il prato, avvertendole: «è vero non so se incontreremo grandi pericoli e se arriveremo tutte, ma so che il nuovo Paese del Dente di Leone è davanti a noi e non alle spalle. Io proseguirò». Quando capì che le lumache la seguivano «non provò orgoglio né un minimo di felicità», ma ne sentì la responsabilità. Riuscirà a metterle in salvo?

L’autore: Luis Sepúlveda è nato in Cile nel 1949 ed è cresciuto con il nonno paterno e uno zio, che gli instillarono l’amore per i romanzi di avventura. A scuola scriveva già racconti e poesie per il giornalino d’istituto e a soli 17 anni iniziò a lavorare al quotidiano Clarìn. A 20 anni, vinse il Premio “Casa de las Americas” per il suo primo libro di racconti. Crònicas de Pedro Nadie ed una borsa di studio di 5 anni per l’Università Lomonosov di Mosca. Oggi è uno scrittore, giornalista, sceneggiatore, regista, conosciuto a livello internazionale, con alle spalle un’intensa attività politica che lo ha portato a viaggiare in America Latina e nel resto del mondo (anche con Greenpeace). Attualmente Sepùlveda, naturalizzato francese, vive nelle Asturie, in Spagna. In Italia è stato nominato Dottore Honoris Causa dalla Facoltà di Lettere dell’Università di Urbino. Tra gli ultimi libri pubblicati ricordiamo Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare e la Storia di un topo e del gatto che diventò suo amico. Curiosità: «La favola permette di vedere in prospettiva alcuni aspetti del comportamento umano e quindi di valutarli meglio. Quella della Volpe e l’Uva, per me, da bambino, era un monito: mi ha insegnato a non arrendermi senza lottare», ha detto lo stesso Sepùlveda in un’intervista. Le sue tematiche sono sempre universali. I protagonisti, anche in questo libro (la lumaca, la tartaruga e il gufo) coinvolgono i lettori più piccoli e fanno riflettere gli adulti. Viviamo in una società dominata dalla velocità: ma serve a renderci felici o crea solo ansia? L’autore ha chiarito: «io difendo il ritmo umano: il tempo preciso, né più né meno, che serve per fare le cose per bene. Per pensare, per riflettere, per non dimenticare chi siamo». Come dire servono tempi e spazi per capire la necessità di rispettare l’ecosistema globale

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