Franca Circolo AMT
Moreno Saturnia, Alessandro Rupiani e Franca Boselli

Franca Boselli gestisce il Circolo ricreativo AMT dal 1992, insieme al marito Moreno Saturnia. In occasione dei suoi trent’anni di attività, il presidente di AMT Alessandro Rupiani e il direttore Luciano Marchiori hanno voluto consegnare a Franca una medaglia, in segno di riconoscenza e stima da parte dell’azienda.

«Per me è una questione di famiglia – dice il presidente AMT Alessandro Rupiani -. Essendo figlio di un autista ho frequentato il Circolo da bambino, ancora prima che arrivasse Franca. Per i suoi trent’anni qui vogliamo dare risalto alla sua figura, che è centrale: è sempre stata vicino a tutta la famiglia AMT. È un ponte verso il futuro: il Circolo ricreativo AMT è sempre stato un punto di aggregazione, dove tranvieri prima e autisti oggi, meccanici, impiegati, si sono recati e si recano ancora dopo una giornata di lavoro o in pausa pranzo. Da parte nostra faremo il possibile per adeguare il Circolo, affinché possa essere un riferimento per altri trent’anni, sempre di più»

Cuoca, barista, “problem solver”: Franca è tante cose, ma per tutti è un punto di riferimento importante, una figura storica, che ha visto passare davanti al bancone del bar quasi tre generazioni di autisti.

«Sono arrivata al Circolo AMT nel 1992, quando avevo 35 anni. Un amico tranviere mi aveva informato che al Circolo Ricreativo AMT di Porta Vescovo cercavano una nuova gestione. Ci siamo proposti e abbiamo iniziato l’avventura, lasciando il lavoro che svolgevamo in una trattoria al Chievo. Dopo trent’anni abbiamo visto passare davanti al bancone quasi tre generazioni di autisti. Abbiamo avuto alti e bassi, periodi in cui pensavamo di dover chiudere. Con il tempo sono cambiate molte cose, tra le quali l’integrazione tra le società storiche di trasporto scaligere APTV e AMT; unificazione che ha dato vita ad ATV. Il lavoro è calato drasticamente, perché ATV ha un proprio circolo e qui c’erano sempre gli autisti e i meccanici, che ora sono dipendenti di ATV. Mentre dal 1992  l’orario era dalle 5.30 alle 20, dall’unificazione, che ha avuto luogo nel 2006, il nostro orario si è ridotto dalle 5.30 alle 15, per mancanza di avventori.

Ma in tanti non ci hanno mai perso come punto di riferimento, sono rimasti soci, e ci hanno dato la forza di andare avanti, anche se il lavoro era calato. Ora mio marito è qui con me e gestiamo il bar in due. Non ci siamo mai dati per vinti e continuiamo a sperimentare anche in cucina. Siamo organizzati bene, ci alterniamo anche nella preparazione a seconda del tipo di menù che proponiamo. In questi anni i nostri figli sono cresciuti e ci hanno fatto diventare nonni: ci hanno anche aiutato quando avevamo bisogno. Anche i nostri nipoti ogni tanto vengono qui a trovarci per imparare e dare il loro contributo. Ora posso dirlo: dopo trent’anni questo circolo è la nostra seconda famiglia».

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Franca Boselli
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