Una grande perdita per Grezzana, la Valpantena e la Lessinia, le quali ringraziano di cuore lo studioso Fernando Zanini. Mancheranno «la sua sapienza, la sua intelligenza, il suo sorriso e la sua amicizia», come ha sottolineato Vito Massalongo, presidente del Curatorium Cimbricum, e mancherà come fonte anche ai laureandi per le loro tesi.  

Il professor Fernando Zanini è mancato, sabato 9 ottobre, dopo una breve malattia. Era nato il 17 marzo 1943 a Grezzana, da una famiglia, proveniente da Bosco Chiesanuova, che sperimentò la povertà e la capacità di ricostruirsi una vita dignitosa.

«La motivazione delle ricerche di Fernando – ha precisato il suo collega e grande amico, il professor Bruno Avesani – era quella di riscoprire la grandezza della gente della Valpantena e della Lessinia, di cui si sentiva parte integrante, non una fredda e mera indagine intellettuale». Tutti riconoscevano in lui «lo storico, generoso e pronto a dare risposte esaustive».

Ha insegnato tecnologia alle medie di Grezzana per circa 40 anni. Rosamaria Conti, sua ex allieva e assessore comunale, sui social ha scritto «Non si limitava a raccontare il territorio: lo viveva. Appassionato fotografo, pittore, ricercava il bello e lo sapeva donare, con i suoi acquerelli, le foto del paesaggio e soprattutto i fiori, fra tutti la “sua” orchidea del Vajo del Paradiso. Ci ha aiutato a guardare la bellezza semplice e spontanea, che spesso ignoriamo o ci sfugge».

Fernando, con la sua Canon, ha girato in lungo e in largo la Valpantena e la Lessinia, raccogliendo migliaia di foto, che nei mesi di lockdown ha digitalizzato. Ha iniziato a scrivere alla fine degli anni Settanta, a quattro mani con il collega Avesani.  È del 1984 il suo primo libro “La ruota del pane”, pubblicato in occasione del restauro del molino di Bellori «per il quale ha insistito molto affinché il comune ne facesse un centro didattico e le nuove generazioni conoscessero la civiltà contadina alla quale noi orgogliosamente apparteniamo», ha precisato il suo amico Avesani. Il loro ultimo libro, “Vivere in Lessinia”, contiene un’importante parte iconografica. L’ultimo articolo, quello sui Quaderni della Lessinia 2021.

Fernando Zanini e Bruno Avesani

In mezzo, molti altri libri, da “Grezzana e la Valpantena” (1991) con lo scrittore concittadino Eugenio Turri, alla “Valpantena: valle degli dei” fino a “Grezzana: Città delle Grazie”, con bellissime fotografie. «In uno dei libri pubblicati insieme – ha concluso Avesani – Fernando ha donato la luce con i suoi disegni e fotografie, dando una sua interpretazione grafica di un monumento dell’età romana, confermata nei successivi scavi».

La sua passione per la ricerca era inesauribile. Una decina di anni fa ha riordinato l’archivio storico del Comune di Grezzana, passando tutti gli antichi documenti salvatisi dall’incendio del 1969. Il professor Zanini è stato anche assessore alla fine degli anni Settanta, consigliere nel 1988 e per molti anni presidente del comitato della biblioteca comunale. Protagonista anche sui temi legati all’ambiente, ha portato a Grezzana prima il WWF, poi ha co-fondato “La Tartaruga” affiliata al Cai Lessinia, ha promosso la maschera “Il Conte Allegro” e nel 1992 il gemellaggio del Comune con Bodenheim, che ha sempre sostenuto.

Nel 1977 sposò Adelina Pernigo, che ha condiviso gli ideali del marito; più tardi anche il figlio Giovanni ha apprezzato questa famiglia votata alla continua conoscenza.

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