Fresca di diploma, con lode, al liceo scientifico Aleardo Aleardi, Emma Maria, diciotto anni, ha le idee chiare sul suo futuro. Abbiamo avuto modo di parlare con lei dopo il suo rientro a Verona, reduce da un soggiorno romano che difficilmente dimenticherà.
Emma, partiamo dai fatti più recenti.

Com’è stata la cerimonia con il presidente Mattarella?
Sarò scontata, ma è stata un’emozione incredibile. La cosa che più mi ha colpito è la sua umiltà, la sua tranquillità. Ha parlato con ognuno di noi, ci ha fatto un in bocca al lupo, augurandoci il meglio. Bello anche il fatto che ognuno di noi avesse abbinato un Cavaliere, ovvero un professionista che si è distinto nel 2019. Il mio è stato Maria Luigia Lacatena.

Cosa c’è nel tuo futuro? Sai già cosa farai?
Ho scoperto da poco di essere passata a Medicina in lingua inglese a Milano, anche se per l’anno prossimo ho già chiesto un trasferimento in Inghilterra. Il tema della “fuga” all’estero è stato anche un nodo centrale del discorso del Presidente alla cerimonia di premiazione dato che molti degli studenti premiati hanno questo nel loro programma. Ci ha invitati a rientrare in Italia, ma allo stesso tempo si è rivolto alle istituzioni e ai rappresentati delle aziende per fare in modo che si creino le condizioni per farlo. Ci ha invitati tutti a fare qualcosa per il nostro paese.

Perché allora la scelta dell’Inghilterra?
È una scelta che ho fatto sulla base dell’esperienza di altri amici che hanno studiato in Italia, e ovviamente non l’ho fatta a cuor leggero, anche perché qui lascio tutto. In Italia, parlo per medicina, dopo sei anni di studio non si ha nessun futuro assicurato. Dopo la laurea si sta fermi un anno e alla specialistica passa uno studente su tre. E andare all’estero dopo la laurea significa ripartire quasi da zero perché il modello di istruzione è molto differente. Resterei subito, se avessi qualche certezza in più. Sicuramente, un giorno, il desiderio è quello di poter tornare a casa.

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Parliamo un po’ di te. Media del 10 nel quadriennio, lode alla maturità: qual è il tuo segreto?
Fare dei sacrifici. Non è stato facile, soprattutto perché io abito fuori città e il liceo non era vicino, ogni mattina la sveglia suonava prestissimo. Restavo a scuola fino al pomeriggio perché studiavo cinese come attività extrascolastica. Inoltre sono sempre stata molto presente alle attività come open day o assemblee, sono stata anche rappresentante d’istituto. Tornavo a casa verso sera e studiavo di notte, anche fino alle 2.

Una vita dedicata solo alla scuola? O trovavi il tempo per altre attività?
Ho sempre fatto sport, ho anche suonato la batteria. In realtà a me piace molto uscire, mi piace molto anche andare in discoteca. Questo per dire che chi va bene a scuola non per forza non deve avere una vita sociale: si può fare tutto, sempre nei limiti del possibile.

C’è qualche modello al quale ti ispiri?
Dei modelli veri e propri no, ma devo dire che i social, Instagram soprattutto, mi hanno aiutato a scoprire profili di donne o ragazze che si sono realizzate. E quindi anche nella pausa studio aprire il telefono e guardare le loro storie era grande fonte d’ispirazione. Tra i profili che preferisco c’è @imenjane, ma anche @divagatrice o @elenacorsibuttini. In generale non mi lascio trasportare da grandi influencer ma amo leggere pubblicazioni scientifiche, e anche su questo Instagram offre parecchia scelta.

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C’è un consiglio che senti di dare agli altri giovani?
Contare sempre sull’appoggio di qualcuno. Io sono stata fortunata perché ho avuto un grandissimo sostegno da parte della famiglia. Però anche le amicizie sono state fondamentali e nell’ultimo periodo è stato importante farsi forza con gli amici e i compagni. Io sono una che va per la sua strada ma negli ultimi mesi di scuola, quando ce stato bisogno, ho spesso studiato in gruppo. Bisogna farsi forza l’uno con l’altro. Importantissimo, secondo me, anche cercare sempre di approfondire. Se c’è qualcosa che ti interessa, trova spazio al di fuori di quello che fai a scuola per riuscire a coltivare gli interessi personali.