Chiara Tommasini, presidente di CSV Verona
Chiara Tommasini, presidente di CSV Verona

Il nuovo direttivo della Federazione del Volontariato di Verona, eletto la scorsa settimana e riunitosi per la prima volta ieri sera, ha confermato Chiara Tommasini alla guida del CSV, Centro di Servizio per il Volontariato, di Verona. Il vicepresidente è il legnaghese Roberto Veronese.

Per Tommasini si tratta del terzo mandato consecutivo. «Come presidente del CSV di Verona dal 2013, ne ho vissuto la trasformazione per l’adeguamento al Codice del Terzo settore – commenta il presidente Tommasini -. Dopo aver raggiunto l’importante risultato dell’accreditamento, ora intendo dare il mio contributo per fare in modo che il CSV possa interpretare al meglio il ruolo di agenzia di sviluppo del volontariato che il Codice gli affida, portandone a compimento la trasformazione sostanziale anche con la prima programmazione strategica triennale». «Vedo un CSV capace di inventare cose nuove per le realtà del Terzo settore – aggiunge il vicepresidente Veronese -, favorendo l’interazione con tutta la società, mantenendo però anche l’attenzione per il singolo cittadino e le piccole realtà».

Il nuovo direttivo conta nove consiglieri, il presidente e il vicepresidente. Si tratta di un team con alle spalle anni di volontariato in vari ambiti e su tutto il territorio, che conosce bene il sistema del Terzo settore e ha propensione all’ascolto e all’innovazione. Questi sono i membri Maurizio Corazza, Maurizio Mazzi, Stefano Micheletti, Enrico Olioso, che assume anche la carica di tesoriere, Maria Chiara Tezza, Ennio Tomelleri e Giampaolo Zampieri, mentre i consiglieri Davide Fiore e Giovanna Florio rientrano nell’Organo di controllo.

La riconferma di Tommasini arriva a due settimane dall’elezione della 46enne veronese, laureata in Economia e commercio, a presidente del CSVnet, l’associazione nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato. É la prima donna a ricoprire questo ruolo sul piano nazionale. «CSVnet ha di fronte due grandi sfide – spiega Tommasini -, da una parte il consolidamento di un sistema nazionale, che deve trovare la sua dimensione di rete, e dall’altra essere all’altezza di un mondo che con la pandemia è profondamente cambiato, mettendo alla prova il volontariato».

Tommasini e Veronese a fianco del totem e alcuni dei nuovi consiglieri
Tommasini e Veronese a fianco del totem e alcuni dei nuovi consiglieri

Tornando al locale, durante la prima riunione, il nuovo direttivo ha approvato il bilancio sociale, di cui riportiamo alcuni numeri che ben fotografano l’attività del CSV per il 2020. Il Centro di Servizio conta 250 associati, di cui 245 Organizzazioni di Volontariato (ODV) iscritte al Registro Regionale, 4 Associazioni di Promozione Sociale (APS) e una ONLUS, che grazie al nuovo statuto approvato nel 2019 possono aderire alla Federazione.

Nonostante le restrizioni imposte dal Covid, CSV è riuscito a rimanere vicino ai giovani e agli aspiranti volontari, traslando online molti dei suoi servizi. Alla voce promozione, orientamento e animazione territoriale, ha svolto 110 orientamenti al volontariato giovanile e 53 al volontariato adulto, mentre sono stati 87 i giovani raggiunti da iniziative di promozione e orientamento al volontariato all’estero. I ragazzi in Servizio Civile sono 52 in quaranta sedi differenti che fanno capo a 31 enti. I giovani in SC hanno seguito 240 ore di formazione, mentre sono state 957 le ore di consulenza, svolte relative alla gestione di progetti di Servizio Civile.

É stato attivo durante il 2020 anche lo Sportello di giustizia riparativa e di comunità. In questo caso sono 80 le persone che si sono rivolte allo sportello tra cittadini, che hanno chiesto informazioni per lo svolgimento di misure di giustizia riparativa e di comunità, e avvocati. Le persone accolte al CSV di Verona, in convenzione con il Tribunale di Verona per svolgere attività di pubblica utilità, sono due. Le ore di servizio e accompagnamento erogate sono complessivamente 245. Nel 2020 è nato, anche, il Tavolo permanente per la Giustizia Riparativa, rete di Verona, con l’adesione di sei istituzioni pubbliche e cinque enti del terzo settore per la promozione della cultura della giustizia riparativa.

Non si è fermata la formazione attraverso la Scuola Permanente del Volontariato che nel 2020 ha trasferito online quasi tutti i suoi corsi: 18 corsi, 47 ore di formazione, 434 iscritti, cui si aggiungono le formazioni legate ad altri progetti come il marchio Merita Fiducia, che conta 11 ore di formazione, Hub3, che offre sei giornate di formazione, tra workshop e laboratori, Co-progettazione campagna Cercasi Umani, con cinque workshop, due webinar, due video lezioni con question time, per un totale di 38 ore di formazione. La riorganizzazione della formazione da in presenza a online, a causa del Covid, ha fatto risparmiare ai partecipanti 285 ore per gli spostamenti, 12.864 chilometri e ben 3.400 euro di costi di spostamento.

La voce consulenze conta, invece, 135 partecipanti ai 15 incontri rivolti alla cittadinanza per orientamento alle forme associative e aggiornamento rispetto alle novità introdotte dalla Riforma del Terzo settore. Sono invece quasi 900 le consulenze erogate. A questi servizi si aggiungono le varie progettualità e la relativa animazione territoriale, oltre alle attività di ricerca e la logistica in supporto alle associazioni. Il bilancio sociale 2020 del CSV di Verona sarà messo a disposizione del pubblico nel corso delle prossime settimane sul sito internet del CSV www.csv.verona.it.

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