Maurizio, ci racconta le origini della realtà Cierre edizioni?

La casa editrice è nata nel 1990, anche se qualche cosa era già stato pubblicato precedentemente, come spin off di Cierre Grafica. Come ho accennato, in precedenza avevamo già prodotto alcuni libri e collane piuttosto importanti, in particolare quella relativa agli itinerari fuori porta, che ci ha portato nel giro di poco tempo a coprire quasi tutto il territorio del Triveneto e parte di quello nazionale, focalizzandosi sulle aree interessate dall’escursionismo e dal turismo estivo. Con le collane abbiamo coperto aree vaste di territorio, dalla Lessinia alla Valpolicella, dai Colli Berici alle Dolomiti Bellunesi e così via. Abbiamo ottenuto così una certa visibilità e successo, perché siamo stati la prima casa editrice a raggiungere un obiettivo così ambizioso; tra gli autori, alpinisti ed escursionisti, ma anche molti naturalisti e storici della realtà locale, che davano informazioni non soltanto di tipo sportivo ma anche di tipo cognitivo.

Quindi di fatto vi siete specializzati.

Noi siamo nati con questa specializzazione. Avevamo la fortuna di avere tra i nostri soci Eugenio Turi, fotografo e geografo di fama nazionale, oltre che autore di classici riguardanti la semiologia del paesaggio e antropologia molto conosciuti perché aveva pubblicato con Longanesi. Da lì in poi abbiamo cominciato a programmare grandi opere di carattere storico-geografico, sulla laguna di Venezia, sul fiume Piave eccetera.

L’editoria ha vissuto, come tanti altri settori, il duro colpo della pandemia. Come avete gestito l’emergenza?

È stato uno stop che non ha premiato i meriti. Amazon all’interno di questo momento è riuscita a venirne fuori, come un punto di riferimento anche per la vendita dei libri e non solo; sono sopravvissute coraggiosamente anche le librerie indipendenti, però è chiaro che è stata tutta un’altra cosa. I libri più venduti, anche su Amazon, in periodo pandemico sono stati i fumetti, i manga.

L’editoria insomma è sopravvissuta anche grazie all’online, effettivamente, un mercato importante.  Adesso comunque è in corso anche una dei negozi, delle piccole realtà fisiche.

Questo soprattutto nei piccoli negozi fisici che sono stati in grado di dare un’identità netta e precisa, rispetto a quelli che non hanno identità e che vogliono proporsi con un’offerta generalista. Amazon è un interlocutore muto, vende soltanto attraverso delle schede bibliografiche abbastanza strutturate, mancano le relazioni, i programmi editoriali delle case editrici, le prospettive e gli sviluppi: se le piccole librerie indipendenti riescono a proteggere questo, sono convinto che possono avere un ottimo futuro.

Avete in programma numerose presentazioni per le prossime settimane. Quali le principali?

L’11 novembre abbiamo in calendario “Paese perduto” a San Giovanni Lupatoto, il 18 “Due continenti quattro paesi” e poi ancora “Le pietre raccontano” in Valpolicella il 23 novembre. Tanti autori e opere interessanti che svelano nuovi angoli del nostro territorio.

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