Enzo Badalotti nella sede di Veronesi nel mondo accanto al monumento in ricordo della tragedia di Marcinelle

Quando e perché nasce l’Associazione Veronesi del Mondo?

«L’Associazione è stata fondata nel 1972 con lo scopo di fornire assistenza morale e materiale ai veronesi migranti e a quelli che intendevano rimpatriare. Promuove, inoltre, le attività di studio sui problemi dell’immigrazione e svolge un’azione di collegamento tra gli emigranti e la terra di origine, favorendo i contatti con visite, viaggi ed incontri. Tutto è partito dagli otto primi componenti del gruppo, che hanno iniziato a intrecciare i contatti e aprire i circoli nei vari paesi del mondo, principalmente nelle Americhe del Sud, in Canada, negli Stati Uniti e in Australia, dove i nostri emigrati hanno creato situazioni molto interessanti. I circoli di oggi ricordano le nostre grandi tradizioni, come Giulietta e Romeo o le specialità gastronomiche legate alla festività del Papà del “Gnoco”. Il bisogno di sentire la “veronesità” oggi comunque è cambiato, perché chi emigra può tornare molto più facilmente nella propria terra d’origine rispetto a cento anni fa. Questo bisogno è meno forte soprattutto nei giovani: nonostante questo noi puntiamo molto su di loro, con nuovi circoli; ad esempio, è stato aperto un nuovo circolo a Parigi, che cerca di tenere in contatto tutti i giovani veronesi che stanno nella capitale francese, aiutandoli per trovare contatti, alloggi o un lavoro».

Che genere di iniziative proponete e quali sono i progetti che avete in serbo per il futuro?

«Organizziamo eventi rivolti ai veronesi: lo scorso anno abbiamo creato una statua di Giulietta e Romeo, trovando un collegamento tra il Montecchi e il Castello di Villafranca. Non appena ce ne sarà la possibilità, la esporremo negli spazi del Castello. Un altro evento importante coinvolge il circolo di Charleroi, in Belgio, dove la componente veronese e italiana è molto forte, perché molti sono emigrati per lavorare in miniera. Tra le varie iniziative, c’è anche l’Evento di Ritorno: selezioniamo una coppia – o anche una singola persona – che da almeno dieci anni non torna in Italia, per regalare una settimana di eventi e visite, possibilmente anche con i loro cari rimasti a Verona. Infine, a breve apriremo il nuovo circolo della “Bassa Veronese”».

Quante sono le persone iscritte all’Associazione?

«Il maggior numero di “veronesi nel mondo” si concentra in America Latina e in Australia; qua a Verona i soci tesserati sono circa trecento. Per potersi iscrivere basta andare sul nostro sito e registrarsi, oppure farlo qui in sede. Il nostro sito è sempre in aggiornamento e c’è la possibilità di inserire propri contenuti, per poter creare una rete sempre più ricca tra i veronesi. Stiamo cambiando anche il nostro Statuto: avremo anche un Comitato Tecnico finalizzato a seguire ciascun settore, come ad esempio quello dei giovani».