Giovedì 25 marzo 2021 ricorre il Dantedì, una giornata di celebrazione per il poeta Dante Alighieri. Per la ricorrenza, l’Università di Verona ha organizzato alcuni incontri. Ne abbiamo parlato con il professor Arnaldo Soldani, direttore del Dipartimento Culture e Civiltà.

«Per il Dantedì, il Dipartimento di Cultura e Civiltà dell’Università di Verona ha partecipato al tavolo generale all’interno dell’organizzazione del calendario di eventi. Abbiamo dato la nostra consulenza scientifica e abbiamo poi organizzato alcune attività. La prima di queste, che anticipa il Dantedì, è andata in onda sul canale YouTube dell’Università: l’incontro con il maestro Pupi Avati che in estate uscirà con un film sulla biografia di Dante» spiega Soldani.

«Sono in programma due videoconferenze per il Dantedì con due filologhe. La prima è la professoressa Lucia Battaglia Ricci, dell’Università di Pisa, esperta nell’iconografia Dantesca, che si concentrerà sul caso del Conte Ugolino. La seconda è Natascia Tonelli, dell’Università di Siena, che si occupata delle figure femminili: Beatrice e Francesca da Rimini, presentata quest’ultima non come vittima sacrificale ma come una donna intellettuale ante-litteram».

«Un quarto appuntamento è quello che chiude idealmente il Dantedì, un incontro tra il maggiore dantista vivente Zygmunt G. Baranski dell’Università di Cambridge e il professore Paolo Pellegrini, filologo del nostro dipartimento» prosegue. «Dialogheranno incontro alle nuove prospettive intorno alla ricerca sulla vita di Dante».

L’intervista a Soldani

«Il LaMeDan è il Laboratorio di Studi Medievali e Danteschi che il Dipartimento di Cultura e Civiltà gestisce insieme al Dipartimento di Informatica, guidati dalla professoressa Claudia Taffara, installato all’interno della Biblioteca Capitolare che conserva tesori di inestimabile valore per la cultura occidentale. Grazie ad un cospicuo finanziamento dell’Università, abbiamo acquisito tecnologie innovative che sono state installate in Biblioteca e da qualche anno con i nostri ricercatori stiamo lavorando sui manoscritti conservati» continua.

«Il lavoro prosegue verso la digitalizzazione dei manoscritti e progressivamente messi a disposizione degli utenti e verso la diagnostica non invasiva dei manoscritti stessi» conclude. «Per poter leggere queste pagine in modo innovativo, rendendo leggibile ciò che oggi non è, per poterlo rendere disponibile alla popolazione del futuro e leggere dettagli e particolari che per noi studiosi sono molto importanti».