Più di 78 mila chilometri alle spalle. E 67 confini nazionali varcati in sella alla sua compagna di vita, la bicicletta. Due numeri che forse permettono di inquadrare la storia incredibile di Dino Lanzaretti, di professione viaggiatore. Dino è nato e cresciuto a Schio, in quell’alto vicentino circondato dalla magnificenza della natura e delle montagne venete: «La mia casa, ufficio e rimessa è qui in una valle sotto le Piccole Dolomiti. Non ho il gas, taglio la legna, consumo cibo del mio orto. Vivo a impatto zero: quando sei abituato a viaggiare con tenda e fornelletto, è lo stile di vita più naturale».

Già alpinista di ottimo livello, un giorno riceve in regalo dal gestore del rifugio in cui lavora una bicicletta. «Con quella bici sono volato in Thailandia e ho cominciato a viaggiare con quattro borse legate, due ciabatte, dei libri, un pareo e un’amaca. E da lì ho capito che sarebbe stato l’amore della mia vita». Dino al primo chilometro ha una rivelazione: la bicicletta stravolge il modo in cui viaggi e il rapporto che riesci a instaurare con le nuove culture in cui ti immergi. «È l’onore del sudore – mi racconta convinto –  Quando entri in un villaggio sporco, stanco, affamato, bruciato vivo dal sole, e la gente vede che sei arrivato spingendo la tua bicicletta sulle salite, sei accolto in un modo completamente differente».

Dino Lanzaretti – Islanda

Da quel primo viaggio in Thailandia non ha più smesso, anzi, ogni volta ha aumentato le distanze e le difficoltà degli itinerari. L’America Latina dal Venezuela fino in Patagonia, il Messico e gli Stati Uniti, l’attraversata da nord a sud dell’Africa, i viaggi in Asia Centrale lungo la via della Seta, passando per il Tibet fino all’Estremo Oriente cinese. «Se vuoi fare dei viaggi che non ha mai fatto nessuno, devi contare su una buona salute fisica, ma fa tutto la preparazione mentale. È fondamentale leggere libri di altri viaggiatori, confrontarti con loro, cercare su internet. Devi essere contaminato. Se vuoi attraversare l’Africa, devi sapere cosa fare con un elefante adulto o con uno scorpione che ti salta nella tenda. Se sei in Tibet, devi sapere come si comporteranno le autorità cinesi con i turisti. Studia le religioni, leggi il Corano, dai una sbirciata ai Veda. Bisogna spogliarsi delle proprie certezze e aspettative perché tutto quello che sarà è imprevedibile».  

Dino Lanzaretti- Salar de Uyuni, Bolivia

Nel 2017 Dino si mette in testa di attraversare la Siberia nel momento più gelido dell’anno, con le temperature che scendono sotto i -60 gradi. Un viaggio che è un po’ un turning-point, perché con quest’impresa il suo nome entra di diritto nei radar di tutti gli appassionati del cicloturismo e delle spedizioni estreme. «Se sei il primo al mondo ad attraversare la Siberia in pieno inverno, le persone iniziano a ricordare chi sei. Da lì ho potuto trasformare questo stile di vita in un lavoro». Nasce la Dino Lanzaretti, agenzia viaggi per chi mangia pane e bicicletta: «Porto le persone dove mi sono emozionato anche io. Nel modo più naturale possibile: tenda, sacco a pelo, fornelletto, bicicletta e andiamo nella natura. In Patagonia, nel Pamir, nelle foreste del Laos: posso assicurare che molte persone provano un sussulto nell’animo. Sono viaggi che ti possono cambiare la vita».

Dino è un uomo che ti può raccontare il mondo con l’onestà e l’entusiasmo di chi l’ha visto. Ci fermiamo a parlare di tante cose, di politica, di turismo, di economia. È sicuro che in futuro ci saranno sempre più persone che andranno in bici e che tanti Paesi svilupperanno questa fascia turistica in maniera esponenziale. Perché chi viaggia in bicicletta «vive di relazioni, vive di cultura. Sembriamo dei poveracci, ma siamo gli imperatori del mondo. Perché è tutto nostro. Perché la nostra vita è racchiusa su quattro borse di una bici. È questa la grande libertà che ho imparato».

Dino Lanzaretti – Salar de Uyuni, Bolivia