veronesi calciatore

Domenico Veronesi è stato insignito dal sindaco di Grezzana Arturo Alberti di una targa al merito per i 60 anni di iscrizione alla Federazione Italiana Gioco Calcio e per l’impegno profuso nello sport e per i giovani. È un lughese, classe 1946, diplomato al Gallileo Ferraris ed entrato, dopo il servizio militare (1968), nel Sacchificio Veneto di Grezzana che, allora, nei due laboratori occupava 150 dipendenti (il 70 per cento donne). Il titolare Napoleone Travagliati, presidente dell’U.S. Grezzana, vista la determinazione dell’attaccante Domenico, appena diplomato, gli offrì il lavoro.
Per il giovane questo significava poter seguire il calcio: la sua passione. Accettò e vi rimase 36 anni, assistendo all’innovazione nelle fabbriche del territorio.

Domenico Veronesi

Domenico aveva 15 anni quando, nel 1961, suo padre staccò per lui la tessera alla FIGC. «Sono entrato nella prima squadra, imparavo da Giuseppe Girardi (detto “Beppy il generoso”), mi veniva a prendere Fausto Lonardoni, con la sua giardinetta, o da Lugo scendevo in bicicletta» racconta. Dopo la proficua stagione del “Grezzana” (1966-1967) promosso in prima categoria, Domenico venne chiamato dal Sommacampagna, in cui vi rimase due anni; poi tornò in Valpantena e giocò per tre stagioni nella squadra “Officine Brà”.  

Fu con la Juventina Poiano che Domenico subì un grave incidente (1982) e dovette appendere gli scarpini al chiodo. Prese, però, il patentino di allenatore e nel 1983-1984 ritornò in campo con il “Grezzana”, che portò in prima categoria. Nella stagione 1985-1986 (e nei 4 anni successivi) allenò la blasonata squadra “Pollo Miglioranzi”, a Pizzoletta, Villafranca.

Nel 1991 ritornò a Lugo. Scrisse Paolo Bertagnoli: «È un tecnico che sa mediare benissimo gli aspetti calcistici e umani della sua professione e creare quel clima sincero e sereno, fondamentale negli spogliatoi. Veronesi è sempre impegnato a vincere…». Il Lugo, in quell’anno, arrivò in prima categoria, pur senza campo (arrivato solo nel 1994).  Di questa esperienza ricorda con soddisfazione le mille, mille e cinquecento persone che assistevano ai derby Grezzana-Lugo.

Nel 1972 Domenico Veronesi sposò Loreta Trojani di Grezzana e dalla loro unione nacque Francesca. L’A.S Lugo, nel nuovo millennio, nominò Veronesi direttore sportivo, ruolo che ricopre ancora oggi nel RealGrezzana-Lugo. Veronesi è tra i favorevoli alla fusione delle due società, perché «i ragazzi appassionati di calcio possono, così, giocare nelle squadre del proprio territorio».

«Il nostro comune è privilegiato – dichiara – ha tre campi in materiale sintetico che consentono ai ragazzi di allenarsi e fare gare in tutte le stagioni». I cancelli chiusi?  «Sono motivo di sicurezza, regole della Federazione. I ragazzi in campo devono essere seguiti dai loro allenatori. Abbiamo 300 iscritti (il 90 per cento del comune di Grezzana) e 15 allenatori…».

Il futuro del calcio dilettantistico? Veronesi non ha dubbi: «Il calcio è una passione innata nei ragazzi e va coltivata, perché sul campo esprimono tutta la loro vitalità. Inoltre il calcio è un aggregante per molte famiglie e dà visibilità al paese. Il campo ha fatto parte della mia vita e sono felice di poter ancora vivere tra questi calciatori, pieni di gioia e di forza. A livello organizzativo e direttivo auspico un ricambio generazionale e il ritorno dei volontari: sono necessari in tutti i settori».   

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