Una nuova normativa nel 2020 ha reintrodotto l’educazione civica nei programmi scolastici. Non è certo una novità questa materia, ma senz’altro nuovi sono i modi e i contenuti che vengono condivisi oggi con i giovani studenti, dalla Primaria alla Secondaria di II grado.

A Verona, una Rete che da oltre 10 anni opera nell’ottica del sodalizio tra Scuola e Territorio, ha proposto un percorso di educazione civica per docenti e studenti di tutta Italia, ideato e costruito insieme ad Andrea Franzoso, noto al pubblico da qualche anno per il suo primo libro “Disubbidiente”.

«L’idea è nata un po’ per caso, da una conversazione telefonica con Andrea», ci spiega Daniela Galletta, professoressa dell’Istituto veronese Copernico-Pasoli e coordinatrice della Rete. «Abbiamo poi passato l’estate a pensare a come strutturare un percorso didattico-formativo per i ragazzi, nella modalità on-line e che durasse anche più di un anno». Detto, fatto. A settembre tutto era pronto per iniziare questa avventura, che ha riscontrato subito una sorprendente adesione (fino a undicimila connessi). Ad oggi la Rete è riuscita a includere città e regioni dal Nord al Sud Italia, creando una valorosa “sinergia professionale”, dove i ragazzi sono i protagonisti. «Ogni incontro è stato previsto perché i ragazzi possano interagire con l’ospite». E quest’anno si sono succedute personalità autorevoli, che hanno trattato svariati temi: dalla corruzione con Raffaele Cantone, ai rifugiati con Filippo Grandi, all’uso responsabile dei social network con la conduttrice delle Jene Roberta Rei, fino alla giustizia con lo stesso Franzoso, che ha concluso la prima parte della formazione per quest’anno. «Mensilmente agli insegnanti partecipanti è stato consegnato del materiale didattico con il quale lavorare in classe, per prepararsi all’appuntamento successivo», sottolinea la Galletta.

«Il solo fatto che oggi moltissimi ragazzi mi scrivono privatamente è la conferma che il progetto sta funzionando», ha confermato Andrea Franzoso, con un grande sorriso di soddisfazione. Sì perché proprio lo scrittore ci confida che con i giovani ha una grande empatia, «tanto che a volte mi sembra di confondermi con loro».

Un aspetto, questo, che valorizza maggiormente la dedizione con la quale Franzoso affronta questo suo impegno sociale e civile da alcuni anni. Da quando ha avuto il coraggio di denunciare “i giochi di potere” della sua azienda. Ha lottato per la giustizia, per sentirsi veramente libero, e ora lo vuole dire ai ragazzi. E lo ha detto ancora con un altro libro di grande successo, “Viva la Costituzione”, da cui ha preso spunto il percorso di formazione della Rete.

L’obiettivo di tutto questo? Fare riflettere i ragazzi sui valori dichiarati nella nostra Costituzione. «L’intento è sviluppare consapevolezza, perché solo in questo modo i giovani si rendono responsabili», dice con fermezza Franzoso. Certo che non è semplice spiegare delle “regole” e soprattutto fare amare l’argomento ai giovani. Allora come fare? «Il segreto è coinvolgerli il più possibile. Nel libro infatti la Costituzione diventa una tante storie, si dispiega in situazione nelle quali i ragazzi possono ritrovarsi, immedesimarsi, perché queste storie riguardano chiunque. In questo modo la Costituzione scende da quei “piani alti” alla quale è stata rilegata, e diventa veramente di tutti, vita di tutti i giorni. Viva, appunto».

«Come dice la parola stessa, educazione significa saper coinvolgere una persona nella sua interezza». Ecco allora che grandi paroloni, come Tricolore o Pace non sono più concetti lontani, impacchettati dagli adulti e somministrati ai giovani. La Pace, per esempio, non è solo e semplicemente il contrario di guerra. Quest’ultima «scaturisce da qualcosa che c’è molto prima, da una concatenazione che può partire dalla scelta di una persona di fabbricare armi», come è raccontato nel libro attraverso la storia di Vito Alfieri Fontana. La Costituzione è quindi viva, e ha bisogno di essere calata nella nostra quotidianità, per essere sottratta alla carta.

«La Costituzione ha bisogno dei giovani», rincara lo scrittore. Se la Scuola è uno dei veicoli per portarla tra i banchi, altrettanto importante è l’impegno dei genitori in famiglia, luogo primario di educazione alla vita in società e in comunità.

Su questa stessa linea si inserisce l’ultimo lavoro di Franzoso, in collaborazione con Ilaria Cucchi, sorella del ragazzo ucciso dalla polizia una decina di anni fa. Qui è la giustizia il focus principale, sono i diritti essere i protagonisti. «Se i giovani non conoscono quali sono i loro diritti, è come se non li avessero».

Saremo quindi cittadini responsabili se sapremo dire chi siamo, da dove veniamo e dove desideriamo andare. È necessario, è fondamentale per il nostro vivere futuro, in un mondo che desideriamo sostenibile in tutti i suoi aspetti. Non è uno scherzo o una banalità. E’ la cosa più seria che si possa chiedere, che talvolta, purtroppo, risulta banale solo perché la tendenza oggi è svilire ciò che non è puro divertimento.

Guardiamoci allora in faccia, guardiamo l’altro negli occhi, dobbiamo avere il coraggio di agire, nel rispetto di chi ci sta intorno, e di noi stessi. Dei valori della nostra Costituzione, incontestabili, obbiettivi, e universali.

Buon futuro a tutti!

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