Foto di Valentino Slemer

Elio, classe 1941, è nato a Vago di Lavagno, ultimo di cinque fratelli – quattro barbieri e un sarto (la sua sartoria era in Via Mazzini) – dotato di un carattere socievole, ha sempre saputo farsi voler bene. Crescendo imparò ad ascoltare, a capire e poi ad incalzare i clienti, sui temi del giorno, tenendo per sé storie ed opinioni.

A 9 anni Elio, con la famiglia, si trasferì in Borgo Venezia. A 12 anni (1953) entrò in qualità di “giovane di bottega”, nella barberia del fratello maggiore in Via Pisano. Qui affinò il carattere e si avviò al mestiere del barbiere che definì fin da subito «un servizio alla persona».

Aveva 16 anni quando il fratello Adelino per «imparare tutti i segreti del barbiere», lo inserì in Piazza dei Signori, all’Albergo Dante, il cui secondo piano era adibito ai servizi alla persona: dai bagni, al barbiere, alla parrucchiera, al manicure, fino al callista. Ricorda Elio «Qui, ho conosciuto i funzionari della Camera di Commercio, quelli della Prefettura, del Commissariato e della Provincia e i politici della città: tutti giravano intorno al caffè Dante e Piazza Erbe».      

A 20 anni Elio Benetti, partì per il servizio militare. Venne assegnato all’ospedale militare di Verona e, grazie alle sue competenze, ammesso al corso “Aiutante di sanità”. Concluse il servizio militare a Merano.

Congedato tornò all’Albergo Dante. Qui incontrò Desiderio Murari, allora sindaco di Grezzana, il quale, racconta Elio «mi propose la gestione dei bagni, con annesso negozio di barbiere e parrucchiere a Grezzana. Era una nuova struttura realizzata dal comune, nel seminterrato del Teatro Valpantena, con il contributo della Regione Veneto. Vi erano otto docce, due stanze con vasca, servizi igienici e barberia. Tutto molto funzionale». Correva l’anno 1964.

Elio doveva assumersi tutte le responsabilità che conseguono alla gestione di un’attività. Racconta: «Ne parlai con Luisa, la mia fidanzata e decidemmo insieme di fare il grande salto. All’inaugurazione, venne il sindaco Murari e don Michele Garonzi (1904-1990), il più amato parroco di Grezzana (aveva realizzato il nuovo Teatro ndr). Iniziai una nuova vita: trovai brave persone e l’intesa fu immediata».

Nel 1967 Francesco Bellamoli propose ad Elio il negozio di fronte al campanile romanico, che accettò, pur continuando, per un paio di anni, a seguire il servizio nei bagni del comune. Nello stesso anno Elio Benetti sposò Luisa Andreozzi e vennero ad abitare a Grezzana. Ebbero due figli: Marzia (1971) e Mirko Elio (1972), che gli diedero due nipoti: Davide ed Alice.   

Nella sua barberia in Piazza Carlo Ederle, Elio ha incontrato i politici locali di maggioranza ed opposizione, imprenditori, storici del paese e persone comuni, riscontrando che «dal loro punto di vista, tutti avevano ragione. L’unico politico che ho visto molto rattristato per la fine della Democrazia Cristiana fu l’ex sindaco Renato Gozzi: lui aveva dato la sua vita per la giustizia e la democrazia».

Conclude il barbiere Benetti: «Oggi i tempi sono cambiati. Le persone, per lo più, pensano alla propria vita e famiglia. Poi ci sono i telefonini. Tuttavia spero di poter continuare a fare il mio mestiere che mi è sempre piaciuto, per rimanere in mezzo alla gente e perché lavorando tutto è in movimento e quindi tutto – testa compresa – funziona a meraviglia».  

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