Per fortuna nel calcio moderno esiste ancora un po’ di romanticismo. Che le bandiere oggigiorno fossero rare lo sapevamo, che alcune di queste, come nel caso di Sergio Pellissier, si mettessero addirittura in gioco dal punto di vista imprenditoriale (e forse anche calcistico) per non far cadere nell’oblio vent’anni e più di gloria di un club cancellato dai campionati professionistici dal Collegio di Garanzia dello Sport del Coni per mancati versamenti Iva (e mi riferisco al Chievo Verona), è qualcosa di meraviglioso.

Leggi Pantheon 126

Troppe le emozioni vissute all’ombra della diga per questo giocatore straordinario, arrivato a Verona nel 2002, per permettere che con un colpo di spugna venisse azzerato tutto: Pellissier ha vestito per ben 17 stagioni la maglia gialloblu, totalizzando 496 presenze e segnando ben 134 reti col Chievo (una anche con la Nazionale italiana nella sua unica presenza in azzurro contro l’Irlanda del Nord nel 2009, vinta 3 a 0), distinguendosi sempre per un comportamento corretto nei confronti dei compagni, della società e dei tifosi, che tuttora lo amano alla follia.

Anche nei confronti dell’ex presidente Luca Campedelli, il quale, dopo averlo portato in palmo di mano per anni, gli ha voltato le spalle defilandosi dall’idea di creare una nuova società, addirittura intimandogli di non usare l’iniziale nome della squadra Chievo 1929, poi Chievo 2021, altrimenti se la sarebbero vista in Tribunale.

Sergio Pellissier ha dimostrato di essere un signore anche in questa occasione, cambiando il nome nell’attuale e definitivo FC Clivense.

Sergio Pellissier, Riccardo Allegretti ed Enzo Zanin

Sergio, quando hai maturato seriamente l’idea di partire con questa avventura?

Innanzitutto, il mio intento era quello di riuscire a far non far cadere nel dimenticatoio il Chievo. Una società alla quale devo tutto e a cui ho dato tutto. Quando poi sono venuto a conoscenza delle vicende giudiziarie che hanno portato all’esclusione del Chievo Verona dai campionati professionistici mi sono detto che qualcosa avrei dovuto fare. Economicamente parlando non ne avrei avuto la forza, quindi tentare di ripartire dalla serie D, tentativo poi fallito, e poi dalla Terza mi sembrava un modo per dare il mio contributo.

Subito qualche ostacolo, non ti sei dato per vinto.

Mollare non è nelle mie corde, non ho mai mollato in vita mia e non mi sembrava questa l’occasione per iniziare. Assieme ad Enzo Zanin, ex portiere e co- fondatore di questa nuova avventura, e a tanti amici che vogliono bene al Chievo, tra cui il mister Riccardo Allegretti, siamo riusciti a partire, fortunatamente anche col piede giusto con una vittoria all’esordio.

Non è un’operazione nostalgia.

Tutt’altro. Il progetto FC Clivense nasce con l’obiettivo di fondare una società nuova che sintetizzi tutto il bello che uno sport come il calcio deve e può dare; un progetto di sostenibilità attraverso cui fornire ai ragazzi che ne faranno parte princìpi e idee fondamentali per non perdere mai lo spirito di squadra e aggregazione.

E chi parla ancora di “favola”?

Non voglio parlare di una favola che continua, non sarebbe giusto. Questa è la nostra storia, una storia diversa, la storia di chi vorrà esserci con un’idea precisa di calcio.

Quale?

L’obiettivo è creare una società all’inglese, dove sarà strettissimo il collegamento tra prima squadra e giovanili. Dove ci sia magari un impianto di proprietà e un’Academy per formare e individuare giovani promesse.  Il calcio, quello bello passa per i ragazzi che credono sempre di arrivare a calcare i campi da gioco più prestigiosi e importanti, e noi dovremo essere bravi e capaci di insegnare il gioco del pallone, per provare a portare tutti in prima squadra. È un ideale, lo so bene, ma questa società deve essere in grado sognare.

Serviranno capitali.

Vogliamo attuare un progetto che abbia basi solide, che punti ai prossimi cinque anni, che non debba vivere sul momento e sulle singole necessità. Stiamo preparando un progetto sostenibile e maturo, dove il denaro è uno strumento di crescita e dove è necessario investire consapevolmente, a piccoli passi, e sulla base di una programmazione seria.

Si parla di un salto quintuplo in Serie D già dalla prossima stagione.

Se ci sarà data la possibilità ci faremo trovare pronti.

Lanci un messaggio a qualche imprenditore?

Ci piacerebbe far capire anche all’esterno la nostra filosofia. Vogliamo essere una società legata a doppio filo con il nostro territorio e il territorio significa persone: le persone che tifano, ma anche tutte coloro che capiscono l’importanza di un progetto così bello. Vorremmo instaurare fin da subito un dialogo con le imprese della nostra città per costruire con loro un processo che non sia solo investimento e sponsorizzazione, piuttosto un “cresciamo insieme”. Recuperiamo aree insieme, usiamo il calcio per essere presenti laddove ci siano, ad esempio, aree da ristrutturare, o progetti legati alla città e ai ragazzi che la abitano.

Nel vostro progetto prevedete anche le giovanili?

Senza dubbio. Arriveranno, e anche la scuola calcio. Quest’anno non abbiamo avuto il tempo fisico e piuttosto di fare le cose male abbiamo preferito rimandare, ma stiamo già lavorando in tal senso. Intanto stiamo pensando a dei corsi di perfezionamento tecnico da tenere durante quest’anno. Perché se vogliamo che questo progetto funzioni dobbiamo investire innanzitutto nella scuola calcio.

Il Logo

Il marchio utilizza la bicromia bianco-blu, giocando su elementi vintage e geometrici atti a creare un nuovo valore identitario. La forma dello scudetto è filettata di giallo, il secondo colore della città di Verona assieme al blu, e contiene altri due elementi in amaranto recuperato dalla tavolozza storica che ricorda la cromia della diga, uno dei simboli del quartiere, e di un pallone da calcio retrò.

La divisa

La prima maglia del FC Clivense è costituita da casacca bianca con bordi manica e colletto blu, pantaloncini blu e calzettoni bianchi. La seconda divisa ha la maglia blu con i bordini gialli, pantaloni gialli e calzettoni blu. La terza divisa, quella con cui la Clivense è scesa in campo all’esordio, è amaranto con i bordini neri, pantaloni neri e calzettoni amaranto.

Vittoria all’esordio

FC Clivense

Rimarrà nella storia la vittoria della Clivense per 2 a 0 sul campo del VR Arena all’Avanzi di via Flavio Gioia. Al debutto assoluto del club di Pellissier, il 25 settembre scorso, hanno segnato Kevin Inzerauto e Tommaso Davì.

Gli ultras della North Side seguono Pellissier

Lo storico gruppo di ultras clivensi nato 27 anni fa, in un lungo comunicato ha annunciato che supporterà l’FC Clivense, seguendola in Terza Categoria con la speranza fra un anno di iscriversi alla Serie D e puntare al ritorno fra i professionisti. All’esordio, lo scorso 25 settembre, lo striscione North Side 1994 campeggiava al campo Avanzi di via Flavio Gioia e dietro, sugli spalti, 350 tifosi al grido “Noi siamo il Chievo” per una giornata che rimarrà nella storia.

Articolo precedenteLessinia, terra di malghe
Articolo successivoL’Istituto Salesiano San Zeno, storia e offerta formativa
Direttore Responsabile