Ilaria Bazzerla
Ilaria Bazzerla

Ilaria, lei è la prima donna consigliera in Regione della Figc: come si è avvicinata a questo sport?

Tutto è iniziato con tanta voglia di dedicare del tempo al volontariato. Ho una formazione nel campo del sociale, ma volevo avvicinarmi ad altri settori: così ho scelto lo sport e tra le varie discipline mi è capitato il calcio. La mia è la passione di una generazione, appartengo a quelli che si sono innamorati del Verona negli anni del grande successo. Mi è stato chiesto, dalla società di calcio del comune dove lavoravo, di dare una mano: più di dieci anni fa sono diventata Segretaria di questa società, quindi di un club, e ho iniziato a conoscere l’ambiente del calcio dilettantistico, che mi è piaciuto da subito, perché è molto reale, concreto, si vive in prima persona. Lì ho ricoperto ruoli di dirigente accompagnatore, anche in serie D, ho davvero fatto una bella esperienza. In seguito sono passata alla segreteria della delegazione di Verona: con questo passaggio ho iniziato a occuparmi dell’organizzazione dei campionati, di tutta l’attività della provincia di Verona, e infine quest’anno il presidente del Consiglio Veneto ha chiesto la mia disponibilità per il ruolo di Consigliere regionale. Un incarico che ho accettato molto volentieri, con umiltà e senso di responsabilità, perché comunque rappresento Verona, che è la provincia con più società a livello territoriale. A Verona, per dirvi qualche numero, tra campionati provinciali e regionali scendono in campo ogni settimana 900 squadre, di tutte le categorie.

Come si sente a essere la prima donna Consigliera regionale Figc?

Mi trovo a mio agio. Culturalmente, il calcio è stato vissuto per molto tempo come sport maschile ma al giorno d’oggi lo è sempre meno, perché abbiamo delle realtà di calcio femminile importanti e, inoltre, ci sono anche molte dirigenze femminili nelle società. Ultimamente vedo questo aumento di quote rosa anche nei ruoli professionali di fisioterapisti e massaggiatori. Io vivo tutto questo con grande senso di responsabilità, essere la prima ha sempre una valenza importante. Ma, come dicevo, ci sono anche molte altre colleghe che ricoprono cariche di rilievo.

A distanza di quasi un anno, di quali incarichi si sta occupando?

Oltre a essere Consigliere del Presidente per quella che è la realtà di Verona ho anche delle deleghe: quella alla Consulta, che mi piace molto perché sono rappresentate società di tutto il Veneto e questo mi permette di avere una visione che va oltre l’area scaligera. Poi ho la delega relativa al rapporto con gli arbitri e con l’Associazione italiana arbitri, ambito che mi appassiona perché sono figure che rivestono un ruolo importantissimo e molto difficile.

Come avete vissuto il periodo di emergenza sanitaria?

Abbiamo dovuto gestire la crisi, che ha colpito le società, le famiglie e i ragazzi. Devo dire che questa stagione è iniziata bene e siamo molto contenti, non c’è stata la fuga che temevamo, forse perché il calcio è uno sport all’aperto, quindi, è stato più facile affrontare la situazione da questo punto di vista. Pur essendo uno sport di contatto è stato un anno in cui abbiamo dovuto prendere delle decisioni e adeguarci continuamente ai protocolli, giustamente, perché la tutela della salute è assolutamente prioritaria rispetto ad altro. Il 2021 è stato l’anno della ripartenza.

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