Jacopo Veneziani

I dettagli. Sono loro, spesso, i veri protagonisti delle opere d’arte. Particolari che sfuggono allo spettatore distratto e che si svelano solo a coloro che scelgono di rallentare il passo, nel nome di un’osservazione scrupolosa e attenta. Ed ecco che emerge così da un piccolo riflesso di un vaso metallico, la figura dell’artista Clara Peeters, in un autoritratto realizzato nei primi del Seicento. «Si tratta di una dichiarazione di ribellione, un militarismo ante litteram», spiega Jacopo Veneziani, dottorando in storia dell’arte alla Sorbona di Parigi, in un’epoca in cui anche il mondo dell’arte era dominato dalla figura dell’uomo. La firma dell’artista è comunque piuttosto nascosta, ed è facile che possa passare sotto il naso di tutti senza mai essere notata. Jacopo Veneziani ha scritto due libri in merito: “#divulgo. Le storie della storia dell’arte” (2020) e “Simmetrie. Osservare l’arte di ieri con lo sguardo di oggi” (2021), e ne ha parlato anche in occasione di un talk organizzato da Tocatì il 17 settembre scorso, alle 18, presso la chiesa di Santa Maria in Chiavica, in centro a Verona. Nel primo, ripercorre sei secoli di storia della pittura, soffermandosi su 35 tele, ed analizzandole partendo proprio da dettagli in grado di stimolare la fantasia in chi osserva. Prendiamo ad esempio “La Madonna del latte” di Jean Fouquet (1450-1455). Osservatela bene. Non vi sembra che il seno della donna dipinta sia fatto di silicone? Quello che Veneziani propone è un approccio ludico alla storia dell’arte; il significato dell’opera naturalmente rimane invariato, ma risulta molto più semplice avvicinarsi all’opera passando da dettagli come questo che la rendono attuale.

«Nel ritratto di Lucina Brembati (1518), realizzato da Lorenzo Lotto, alle spalle della figura c’è un paesaggio notturno», spiega Veneziani. L’artista ha inserito un rebus nel dipinto, ed è pressoché indecifrabile a prima vista. Nel particolare della luna, sono state inserite le lettere “c” e “i”, che unite a “luna”, rappresentano un evidente cameo della donna ritratta, Lucina, appunto. L’artista, Lorenzo Lotto in questo caso, cerca così di creare dialogo con lo spettatore, un punto di contatto stimolante e allo stesso tempo leggero.

Ma c’è anche il caso degli “Ambasciatori” (1533) di Hans Holbain, dipinto nel quale l’età dei ritratti è stata nascosta e impressa da una parte nel pugnale di sinistra (“aet suae 29”), e poi nel libro su cui la figura di destra poggia il gomito (“aetat is suae 23”).

Chi decide quindi di ascoltare quello che l’artista ha voluto trasmettere con la sua tela, ne riceve in cambio una piccola ma preziosa confidenza.

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