Sono passati cento anni esatti da quel 18 maggio 1920 quando a Wadowice, in Polonia, nacque Karol Jozef Wojtyla, colui che il 16 ottobre 1978 fu eletto 264° papa della Chiesa cattolica e vescovo di Roma, oltre che sovrano dello Stato Pontificio.

Numerose le celebrazioni in tutto il mondo oggi per il papa divenuto beato il 1° maggio 2011 per volontà del suo successore Benedetto XVI e poi santo il 27 aprile 2014 su proclamazione di Papa Francesco. E’ proprio quest’ultimo ad aver celebrato oggi nella Basilica di San Pietro la prima messa aperta ai fedeli dopo il lockdown imposto dall’emergenza coronavirus e aver ricordato i segni del Buon Pastore in Karol Wojtyla: la preghiera, la vicinanza al suo popolo e l’amore per la giustizia come misericordia.

Ci sono tanti modi per ricordare la statura morale e politica di Giovanni Paolo II, primo papa non italiano dopo 455 anni e primo pontefice polacco della storia. Noi vogliamo celebrare questo giorno attraverso le parole di Giovanni Battista Re, il cardinale nato a Borno il 30 gennaio del 1934, che divenne sacerdote nel 1957 e che da allora ha ricoperto una lunga lista di incarichi.

Dopo aver studiato presso la Pontificia accademia ecclesiastica, Re è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede. Nel 1987 è stato eletto arcivescovo e nominato Segretario della Congregazione per i Vescovi; dal 1989 al 2000 è stato sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato. Giovanni Paolo II, con il quale condivise molti momenti importanti del suo papato ricordati all’interno di questa intervista inedita realizzata nell’estate del 2016 proprio a Borno, lo nominò Prefetto della Congregazione per i vescovi nel 2000 e nel febbraio successivo venne nominato Cardinale. Dal gennaio del 2020 è il nuovo Decano del Collegio cardinalizio, nominato da Papa Francesco.