Michele Fontana
Michele Fontana

Un progetto unico al mondo che unisce musica, tradizione e storia quello di Michele Fontana. Pianista e organista, Fontana è riuscito a incidere la prima registrazione integrale delle opere per tastiera di Girolamo Frescobaldi, organista vissuto tra il 1500 e il 1600. La particolarità del lavoro, però, sta nella realizzazione e nello strumento utilizzato: le opere sono state infatti eseguite con pianoforte accordato mediante il sistema mesotonico, cioè un tipo di accordatura tipico degli strumenti antichi.

Una realizzazione complessa il cui risultato ci porta indietro nel tempo e ci consente di ascoltare le sonate originali così come le ha concepite l’autore. Quel vortice di note che hanno affascinato per secoli e continuano a stupire ancora oggi. Una tavolozza musicale vivace decorata da virtuosismi tipicamente barocchi, un sali e scendi di sensazioni.

Qual è il suo background musicale? Come si è avvicinato alla musica?

Sono sempre stato affascinato dalla musica, rapito dalle note. Ho iniziato molto presto gli studi musicali, a 9 anni: è sbocciato un amore che mi ha poi portato a iscrivermi al conservatorio di Verona, dove mi sono diplomato in pianoforte e organo. Non contento ho deciso di studiare ancora e mi sono iscritto al biennio specialistico in pianoforte al conservatorio di Mantova.

Sta portando a termine un progetto originale su Girolamo Frescobaldi, di cosa si tratta?

Si tratta della prima registrazione integrale delle opere per tastiera di Girolamo Frescobaldi, viene eseguita per la prima volta su un pianoforte accordato con il sistema mesotonico. Si tratta di un’accordatura in voga nel Seicento e viene ancora oggi utilizzata per gli strumenti antichi. È detto anche “Temperamento del tono medio” e, secondo la tradizione, è stato ideato dal veneziano Pietro Aaron nella prima metà del Cinquecento.

Chi era Frescobaldi?

Il mio amore per Frescobaldi è nato subito, dalla prima volta in cui l’ho iniziato a studiare al conservatorio di Verona; nel repertorio clavicembalistico di un organista è una figura molto importante. Nasce a Ferrara nel 1583 e fin da giovane diventa uno dei musicisti di riferimento dei duchi d’Este; conosce poi un crescente successo fino a diventare organista di Papa Clemente VII coprendo la maggiore carica per l’epoca. Ha suonato anche per alla corte Gonzaga di Mantova e a quella dei Medici a Firenze: insomma, una vera e propria celebrità.

In cosa consiste l’accordatura mesotonica?

Al tempo di Frescobaldi la distanza delle note nella scala musicale non era tutta uguale. Questo permetteva di avere delle scale, chiamate “modi”, che suonavano diversamente una dall’altra. Ognuno di questi modi era adatto a esprimere un sentimento, a loro volta chiamati “affetti”. Con il sistema moderno di accordatura tutte le note, tutti i tasti, sono alla stessa distanza. Per questo si è persa la differenza tra i vari modi e la relativa possibilità di esprimere gli affetti. Ho voluto quindi riproporlo per ripristinare l’energia originale, per suscitare la vasta gamma di emozioni che solo la musica è in grado di suscitare.

È una grande soddisfazione per lei essere arrivato a questo progetto…

Sì, è un progetto complesso che ha richiesto tanto lavoro e ha portato la giuria dell’ICMA (International Classical Music Awards) a nominare il disco tra i migliori dischi del mondo 2022 nella categoria “Baroque Instrumental”. È il coronamento di un sogno e l’approdo di tanti anni di studio. Ho iniziato da piccolo e, ancora oggi, la passione per la musica classica è rimasta la stessa.

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