I titoli gli stanno stretti, preferisce farsi chiamare soltanto Giuseppe. È il padrone di casa di uno dei parchi più iconici d’Italia, nel cuore di Valeggio sul Mincio: il Parco Giardino Sigurtà. Quella del parco è una storia lunga più di seicento anni, ma è nel 1940 che arriva nelle mani della famiglia Sigurtà, diventando con fatica e passione la realtà che conosciamo oggi. Il suo proprietario, il conte Giuseppe Inga Sigurtà, ci ha raccontato con nostalgia e tenerezza le origini di questo luogo.

Il parco esiste dal Quattrocento, ma come è arrivato nelle mani della sua famiglia?

Mio nonno era un industriale farmaceutico; abitava a Castiglione delle Stiviere e aveva un’azienda a Milano. Doveva quindi recarsi spesso a Desenzano per prendere il treno. Aveva bisogno di un mezzo, per cui decise di acquistare un calesse a Valeggio sul Mincio, all’epoca noto per la loro produzione. Su invito del proprietario dell’azienda, mio nonno fece dunque visita a questo parco, immerso nel verde, enorme e con piante spettacolari. Decise di acquistarlo, ma si accorse presto di aver fatto un pessimo affare. Mancava infatti l’acqua. Ottenne però il diritto di prelevare l’acqua dal Mincio. E allora lui cosa fece? Fece costruire dei vasconi nei punti più alti del parco, con una pompa e con delle ruote. Portava l’acqua in questi vasconi e poi questa, per caduta, veniva trasportata in giro per il parco. A quel punto costruì circa cento chilometri di tubature sotterranee, riuscendo così irrigare tutto il parco. La tenuta è stata aperta al pubblico nel 1978, quando su suggerimento del cavaliere Avesani e del Parco Natura Viva, mio nonno ha deciso di provvedere al mantenimento del parco grazie all’aiuto dei visitatori. Inizialmente si poteva percorrere soltanto in auto, poi dal 2000 è stata introdotta la possibilità di visitarlo a piedi, in bici o in golf car.

A stupire è poi la varietà quasi infinita di fiori e piante presente…

Sì, nel 1978 compravamo circa cinquemila tulipani, mille per ogni colore. Oggi abbiamo una fioritura di un milione di tulipani, considerata una tra le più grandi al mondo. Con il tempo ci siamo evoluti davvero tanto, ora scegliamo i tulipani non solo per varietà, per colore, ma addirittura per produttore. Oggi contiamo inoltre fioriture diverse per ogni stagione.

Una domanda un po’ più intima: cos’ha provato quando è entrato nel parco per la prima volta?

Ero un bambino. I primi ricordi li ho proprio da piccolino: correvo sull’erba, sempre così bassa e curata. Sono sempre stato un grande appassionato di golf, inoltre, per cui inizialmente era presente anche un campo da golf a nove buche. Poi abbiamo smesso di mantenerlo quando il parco è stato aperto al pubblico.

E invece, quando è entrato per la prima volta nel labirinto?

Il labirinto in realtà l’ho progettato io. (ride, ndr) L’idea è nata insieme a Stefano Scansani, caporedattore della Gazzetta di Mantova: ho iniziato a studiare tutti i labirinti del pianeta e ho contattato Adrian Fisher, che era il più grande realizzatore di labirinti al mondo, con cui abbiamo ideato la torre centrale. Sotto a quest’ultima, tra l’altro, verrà realizzato un museo di fossili sotterraneo.

La passione per questo parco si è tramandata prima a lei, e ora anche ai suoi figli, giusto?

Ho due figli che sono completamente diversi, anche se sono piccolini. La bambina è molto più appassionata del fratello. È molto più attenta ai dettagli, per esempio l’anno scorso è stata molto contenta di vedere che in un chiosco avevamo introdotto la raccolta differenziata.

Passione per il parco, ma non solo…vero?

Sono sempre stato appassionato di sport: ho una moglie che è super sportiva perché è stata nell’ambito tennistico tra le prime venti giocatrici al mondo. Ultimamente io mi sto dedicando a sport un pochino estremi come l’Ironman che ho fatto l’anno scorso ad Amburgo e adesso sto preparando una corsa che parte dal nord della Francia: saranno 2.500 chilometri da compiere in dieci giorni con 33.000 metri di dislivello. Partirà il 18 giugno e dovrebbe terminare il 28 giugno, che è il giorno del mio compleanno. Spero quindi di farmi un bel regalo e, all’arrivo, di trovare gli amici che mi accoglieranno con una bella bottiglia di spumante italiano, non francese (ride, ndr).

Come si evolverà il Parco nei prossimi anni?

Difficile dirlo. La pandemia non ha reso quest’anno difficile per noi, ma l’ha reso diverso. Non saprei dire con certezza cosa ci aspetta, ma sono fiducioso. I numeri di quest’anno preannunciano un’ottima stagione. Sono e saranno tanti gli italiani a visitare il parco, oltre ai turisti stranieri. Stiamo lavorando a una collaborazione tra Tulipanomania e il mondo dell’arte, ma ancora non posso svelare i dettagli. Da giugno a settembre abbiamo poi in programma un altro grande evento, che spero avrà lo stesso successo di Christo sul Lago d’Iseo nel 2016. Vogliamo anche noi unire arte e natura e sorprendere i nostri visitatori.

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