Nella seduta del 25 marzo scorso, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Verona, presieduto da Barbara Bissoli, ha deliberato di esprimere massima solidarietà e ideale vicinanza all’avvocata iraniana Nasrin Sotoudeh, condannata da un Tribunale iraniano a 38 anni di reclusione e 148 frustate, auspicando che l’appassionato sostegno dell’Avvocatura italiana possa giungere sino alla sua cella di detenzione e che la collega possa presto essere scarcerata e tornare libera alla vita, ai suoi affetti e alla professione forense.

L’avvocata Nasrin Sotoudeh, da anni difensore dei diritti umani in Iran, è accusata di “incitamento alla corruzione e alla prostituzione“, “commissione di un atto peccaminoso essendo apparsa in pubblico senza il velo” e di “interruzione dell’ordine pubblico“. Contestazioni che alle organizzazioni internazionali appaiono del tutto pretestuose. Secondo gli osservatori, la condanna è da ricondurre in realtà essenzialmente al suo ministero di avvocato difensore dei diritti umani; “la Collega – si legge nella delibera – è, infatti, un avvocato per i diritti umani, una donna conosciuta in tutto il mondo per il suo incrollabile impegno nella difesa dei diritti e delle libertà delle persone, per la sua opposizione alla pena di morte e il suo coraggioso sostegno per l’indipendenza della professione forense e del sistema giudiziario, da molti anni impegnata nella difesa in particolare di donne e di giovani manifestanti contro il regime iraniano, a loro volta arrestati e condannati a pene ingiuste e sproporzionate”.

Nasrin Sotoudeh si è esposta, prima dell’arresto, contro l’applicazione di una nota aggiuntiva all’articolo 48 del codice penale iraniano, che vieta alle persone imputate di un certo tipo di reati, come quelli contro la sicurezza nazionale, il diritto di nominare un avvocato di fiducia. Il legale può essere selezionato solo tramite un’apposita lista approvata dal Capo del potere giudiziario

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Verona ha deciso di trasmettere la delibera con le firme dei colleghi raccolte dalla sua Commissione Diritti Umani al CNF, al CCBE, all’UIA e all’OIAD, invitandoli ad intervenire con vigore presso le istituzioni nazionali e sovranazionali competenti e presso l’Ambasciata iraniana a Roma, per sollecitare ciascuno ad assumere tutte le iniziative tese ad ottenere l’immediata scarcerazione di Nasrin Sotoudeh nonché a promuovere dibattiti pubblici, convegni e mozioni affinché l’informazione sul caso in esame possa coinvolgere l’opinione pubblica e tutti i parlamentari italiani ed europei su questa vicenda, e anche sugli altri casi di avvocati minacciati e messi in pericolo nell’esercizio della professione forense e della funzione difensiva. La Camera Penale di Roma ha organizzato per il 9 aprile a Roma una manifestazione davanti all’Ambasciata iraniana per chiederne il rilascio. Il tema è talmente sentito dall’Avvocatura italiana a che il Congresso Nazionale Forense, che si terrà a Roma il 5 e il 6 aprile 2019, è dedicato simbolicamente agli avvocati in pericolo e, in particolare, proprio all’avvocata iraniana Nasrin Sotoudeh.