Gli Invisibili insieme ad African Fashion Gate, promuovono uno sportello di ascolto di prima accoglienza e orientamento dedicato alle vittime di mutilazioni genitali maschili e femminili e alle spose bambine. Due associazioni che si occupano di tutela dei diritti degli invisibili a livello sociale e mirano a prevenire o recuperare reintegrare dopo atti estremamente traumatici con gravi conseguenze sulla salute fisica, psichica e sessuale dei bambini e dei giovani che le subiscono.

Basterà inviare una mail in italiano – inglese – francese all’account sportelloaiutoinvisibili@gmail.com per essere ricontattati / ascoltati nel rispetto e tutela della privacy e poter ricevere indicazioni. «Ogni anno milioni di bambini e bambine sono costretti a subire questo trauma» dicono gli organizzatori. Il problema interessa bambini e adolescenti ma gli adulti non possono rimanere inermi spettatori davanti a queste pratiche, di fronte a minori che oltre al trauma fisico devono fare i conti anche con quello psicologico e avranno l’esistenza condizionata.

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In questo progetto lo scopo è quello di accogliere e quindi aiutare e orientare questi ragazzi e ragazze e le loro famiglie ed individuare anche quanto sia diffuso il fenomeno nella nostra città. Lo Sportello Aiuto sarà gestito da: legali, ginecologi, ostetriche, sessuologi, psicologi, psicoterapeuti, volontari, interpreti, mediatori culturali, mediatori familiari ed esperti del terzo settore delle Associazioni Gli Invisibili e di African Fashion Gate, a titolo volontario che poi lavoreranno in rete con Servizi Territoriali e Forze dell’Ordine dove necessario.

Per le mutilazioni: in Italia in base alla Legge 9 gennaio 2006, n. 7 – Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazioni genitali femminile – chiunque pratichi l’infibulazione è punito con la reclusione da 4 a 12 anni, pena aumentata di 1/3 se la mutilazione viene compiuta su una minorenne, nonché in tutti i casi in cui viene eseguita per fini di lucro. «È necessario fare opera di sorveglianza e prevenzione, soprattutto nei confronti delle figlie delle donne che hanno già subito mutilazioni nel loro Paese d’origine» concludono.

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